I “pipi ccà tunnina” sono un classico siciliano di questo periodo. Ma anche il tonno semplicemente arrostito è un piatto frequentemente consumato in questa stagione e può capitare che ne avanzi; riscaldato diventerebbe stoppaccioso e un po’ amaro ma, invece di buttare tutto, possiamo reinterpretare la tradizione in chiave antispreco riutilizzando, al contempo, il pane raffermo che ciascuno si trova, inevitabilmente, ad avere in casa.

In un robot da cucina o in un mixer tritare il pane raffermo a tocchetti insieme a basilico, menta e peperoncino; mettete il trito in una ciotola ed aggiungete il tonno avanzato sbriciolato con le mani, una presa di sale, scorza grattugiata di limone e un filo d’olio. Impastate tutto e lasciate insaporire. Lavate bene i peperoni, tagliate la calotta, svuotateli dei semi e poi farciteli con il ripieno preparato e poi rimettete la calotta. Foderate una teglia con carta forno avendo cura di lasciare debordare i lembi in modo che possiate riunirli tra loro. Sistemate i peperoni in teglia, bagnate con un filo d’olio, e rimboccate i lembi della carta forno unendoli tra loro. Infornate per 20 minuti a 200° gradi e, prima di servire, lasciate intiepidire tenendo chiusa la carta forno in modo che sia più semplice, ove lo desideriate, privare i peperoni della pelle che risulterebbe un po’ più difficile da digerire.

Accompagnate con un calice Rosa di Santa Tresa, blend di Nero d’Avola 50% e Frappato 50% vinificato in rosa da coltivazione biologica; colore rosa pallido con riflessi ramati, al naso presenta profumi di rosa e pompelmo, pesca “sbergia”, lampone e violetta, al palato è fresco, sapido, minerale con una gradevole nota leggermente amara nel finale.

*Prefetto Sicilia Accademia Italiana di Gastronomia e Gastrosofia – martanna2@virgilio.it – (consulenza enologica di Rosario Giunta- Assaggiatore O.N.A.V.)

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