In occasione del centenario della nascita dello scrittore siciliano Luigi Pirandello, il noto attore floridiano Sebastiano Lo Monaco si è esibito alla villa Reimann nel monologo intitolato “Io e Pirandello” nell’ambito della rassegna estiva “Estate a Villa Reimann” curata dall’Assessorato alla cultura  di Fabio Granata. Lo Monaco apre citando la famosa frase di Pirandello “imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti” “Pirandello ha vissuto sempre un dolore, una sofferenza interna che io ho conosciuto- afferma Sebastiano Lo Monaco- non vuole essere un’esibizione la mia e un paragonarmi, ma Pirandello ha sentito sempre dentro di sé forte il male di vivere, il male oscuro quello che allora non aveva la definizione che poi gli psicanalisti hanno trovato dopo ma che oggi chiamiamo depressione, l’infelicità di vivere; tanto è vero che tutta la drammaturgia di Pirandello parla proprio dei dolori dell’animo umano, della difficoltà di rapportarsi con gli altri.

Il mondo di maschere che ha costellato tutta la drammaturgia pirandelliana è appunto un mondo dove incontra maschere e non verità”. Proseguono riflessioni accurate e approfondite sull’excursus artistico di Pirandello e di se stesso creando con il pubblico presente un’intima alchimia di pensieri ed emozioni. L’attore Sebastiano Lo Monaco si pone nei confronti della platea anche in modo amichevole rielaborando l’umorismo pirandelliano. Nell’umorismo c’è il senso di un comune sentimento della fragilità umana da cui nasce un compatimento per le debolezze altrui che sono anche le proprie. Lo Monaco analizza il periodo del lockdown dal suo punto di vista mettendosi a nudo, confida seraficamente le ansie, le preoccupazioni provate durante la fase 1. L’incomunicabilità dell’attore costretto a restare chiuso sfocia un sentimento di solitudine ed esclusione dalla società e persino da se stessi. Lo Monaco confida l’immensa gioia provata nel 2004 per aver interpretato l’Edipo Re al teatro greco di Siracusa; la vide in scena per la prima volta a Siracusa nel 1972, allora capii che tutto questo poteva rappresentare qualcosa di unico per lui. In quella precisa occasione, nei panni di Edipo Re, confida di aver creduto di sentire che cosa possa essere la felicità professionale, il senso della sua vita si completava con l’Edipo Re. Delizia il pubblico presente indossando la tunica usata nel 2004 nei panni di Edipo Re recitandone alcuni versi. Nell’intero monologo Lo Monaco si spoglia così, quasi per una esigenza interiore forte, della maschera dell’artista di successo regalando alla platea la sua umanità, la sua simpatia, le sue paure e debolezze, i suoi dubbi, le sue amarezze e le sue gioie

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