La sua biografia e l’azione pastorale
La notizia della morte di mons. Costanzo è arrivata oggi, martedì 2 settembre intorno alle ore 22.00 dopo alcuni giorni in condizioni critiche al reparto di rianimazione dell’Umberto I di Siracusa. Il ricovero si era reso necessario a seguito di una caduta per di una probabile ischemia, nella casa di cura dove era ospitato.
Di seguito una biografia dello scomparso Arcivescovo, dalla sua nascita sino al 12 settembre 2008, giorno in cui divenne “Arcivescovo emerito” di Siracusa.
Giuseppe Costanzo è nato a Carruba di Riposto (Diocesi di Acireale) il 19 dicembre 1932. È stato ordinato sacerdote nel giorno della solennità dell’Assunzione di Maria, il 15 agosto del 1955. È stato professore di Esegesi e Lingue bibliche.
Ministero episcopale
Vescovo ausiliare di Acireale e vescovo di Nola
Il 21 febbraio 1976 Papa Paolo VI lo nominò vescovo ausiliare di Acireale assegnandogli la sede titolare di Mazaca. Già rettore del Seminario vescovile di Acireale, fu consacrato vescovo il 4 aprile 1976. Venne nominato assistente generale dell’Azione Cattolica mantenendo questo incarico dal 22 gennaio 1978; confermato il 16 marzo 1982 fino alla nomina a vescovo di Nola.
Papa Giovanni Paolo II nel 1982 lo nominò vescovo di Nola, dove si trasferì il 6 agosto 1982 e dove esercitò il suo ministero episcopale per sette anni.
Arcivescovo di Siracusa
Il 7 dicembre 1989 venne promosso alla sede metropolitana di Siracusa. È stato vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana e vicepresidente del Convegno nazionale delle Chiese d’Italia a Palermo.
Per sua tenace volontà si è realizzato il completamento della costruzione della basilica santuario della Madonna delle Lacrime, consacrata da papa Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994. Per il 50º anniversario della lacrimazione della Madonna, ha indetto un Anno mariano per l’Arcidiocesi.
Ha anche promosso il culto di Santa Lucia, patrona di Siracusa. Nel 2004 ha indetto un Anno Luciano in occasione del 1700º anniversario del martirio di Santa Lucia e nell’occasione ha chiesto ed ottenuto dal cardinale Angelo Scola, allora patriarca di Venezia, la concessione del corpo di Santa Lucia in occasione dei solenni festeggiamenti di dicembre.
Nel 2005, in occasione del suo 50º giubileo sacerdotale, ha indetto, unitamente all’Anno eucaristico, un Anno vocazionale. Sempre in occasione del suo giubileo, il 1º settembre, in occasione delle celebrazioni della Madonna delle Lacrime, il sindaco di Siracusa, Giambattista Bufardeci, gli ha consegnato la cittadinanza onoraria della città.
Per l’Anno pastorale 2006/2007 ha indetto un Anno Paolino.
È stato vicepresidente della Conferenza episcopale siciliana fino al 30 gennaio 2008, quando, durante la sessione invernale della Conferenza episcopale siciliana, è stato nominato come suo successore Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania.
Il 12 settembre 2008 Papa Benedetto XVI ne ha accolto le dimissioni presentate per raggiunti limiti d’età, secondo le norme del Codice di diritto canonico al compimento dei 75 anni ed è diventato Arcivescovo emerito di Siracusa. L’8 novembre 2008, ha accolto il suo successore, mons. Salvatore Pappalardo, consegnandogli, tra l’altro, il Reliquiario della Madonna delle Lacrime, di cui l’Arcivescovo di Siracusa è il custode.
UN RICORDO INDELEBILE PER CHI HA AVUTO IL PRIVILEGIO DI CONOSCERLO
La scomparsa dell’arcivescovo emerito di Siracusa mons. Giuseppe Costanzo rattrista tutta la vasta comunità della Diocesi e del Territorio di Siracusa.
In aggiunta ai numerosi messaggi e ricordi dell’amato e stimato Presule, espressi dalle Autorità e da Cittadini, vorrei condividere con i lettori di “Cammino” alcune mie esperienze vissute con mons. Costanzo nell’ultimo periodo della sua vita.
In quest’ultimo anno più volte, spesso settimanalmente, sono andato a trovare l’arcivescovo emerito mons. Giuseppe Costanzo nel suo dignitoso appartamentino presso l’Istituto “Sant’Angela Merici”.
L’ho trovato spesso assorto in preghiera con il suo vecchio breviario nell’attigua sua piccola ma bella cappella, con il Santissimo Sacramento esposto. Mi ha sempre impressionato il suo intenso raccoglimento, che disciplinava la “scaletta” dei suoi impegni quotidiani nella Struttura che lo ospitava. Le sue condizioni di salute apparivano da diverso tempo molto complesse, ma le scrupolose e varie attenzioni di quanti, con amore e grato riguardo, lo assistevano hanno sempre alleviato le sue sofferenze e le sue difficoltà operative.
Pur tra i suoi impedimenti fisici, mons. Costanzo custodiva tutte le attenzioni sacerdotali, pure quelle genericamente “liturgiche”. Tra queste, sino a pochi mesi fa, mi ha particolarmente impressionato la sua accurata genuflessione dinanzi al tabernacolo del Santissimo. Era eseguita con una perfezione che superava sorprendentemente le sue difficoltà motorie.
Mons. Costanzo, sino alla fine, ha conservato alcune sue personali caratteristiche. Tra queste quella dello scrupoloso rispetto della puntualità. Lo sguardo verso il suo orologio era rivolto, ad esempio, al rigoroso rispetto dell’orario della Messa nella chiesa dell’Istituto che lo ha a lungo ospitato. E così pure per gli altri appuntamenti comunitari della giornata.
L’arcivescovo è rimasto tra la sua gente, con lo sguardo sempre attento e gentile e il sorriso sempre saggio e affettuoso, così mantenuto pure in un luogo umanamente non facile. Per quasi diciassette anni, ogni giorno dall’8 novembre 2008, quando divenne “Arcivescovo emerito”, ha provato – con esperienza diretta – esattamente quello che lui aveva voluto sin dalla scadenza del suo servizio episcopale a Siracusa, per continuare a condividere la vita della Diocesi e del Territorio di Siracusa nelle sue molteplici espressioni.
Per questo suo evidente stile di vita, è stato ben voluto e pure gioiosamente festeggiato nelle varie sue ricorrenze personali e sacerdotali, sino a quella dello scorso 15 agosto, giorno del settantesimo anniversario della sua Ordinazione sacerdotale. Come sempre gli sono stati accanto con gratitudine e stima, pure gli Arcivescovi che a Siracusa gli sono succeduti nel servizio episcopale, mons. Salvatore Pappalardo e mons. Francesco Lomanto.
Così ha vissuto tra noi, con grande umanità, per ben trentacinque anni (dal 1990 al 2025), sino al due settembre 2025!
