Il 2 dicembre 2025, alle ore 17.00, la Chiesa Maria SS. Annunziata di Sortino ospiterà la conferenza Leone XIII e la Rerum Novarum. Chiesa, Stato e società, un appuntamento promosso dal Comune di Sortino, dalla Deputazione di Storia Patria per la Sicilia – Sezione di Catania e dall’Associazione Culturale “Andrea Gurciullo”. L’iniziativa riunisce studiosi, rappresentanti delle istituzioni civili e religiose per una riflessione sulla portata storica e contemporanea dell’enciclica che ha dato origine alla Dottrina sociale della Chiesa.

Il significato storico della Rerum Novarum

Pubblicata il 15 maggio 1891 da Leone XIII, la Rerum Novarum rappresentò una svolta epocale nel pensiero cattolico. In un’Europa lacerata dalle tensioni sociali della rivoluzione industriale — condizioni di lavoro disumane, salari irrisori, assenza di tutele, nascita dei movimenti socialisti — l’enciclica affrontò per la prima volta in modo organico la “questione operaia”.

Leone XIII si pose a metà strada tra liberalismo selvaggio e socialismo rivoluzionario, criticando entrambi gli eccessi e indicando una terza via fondata sulla dignità della persona, sulla giustizia sociale e sulla collaborazione tra classi. Difese il diritto dei lavoratori ad associarsi, sostenne il ruolo dello Stato nella tutela dei più deboli e riconobbe il valore morale del lavoro come strumento di elevazione umana.

La Rerum Novarum, tuttora considerata il documento fondativo della dottrina sociale della Chiesa, segnò l’avvio di un percorso che avrebbe portato al moderno concetto di “questione sociale” e influenzato profondamente il dibattito politico dell’Europa del Novecento, ispirando il sindacalismo cristiano, le politiche del lavoro e le prime forme di welfare.

A Siracusa questo spirito trovò terreno particolarmente fertile grazie all’azione promossa dall’arcivescovo Giuseppe Fiorenza, eletto alla guida della Chiesa di San Marciano da Papa Pecci nel 1897. Non mancarono tuttavia le “croci”, come ricordato dal suo successore, mons. Ettore Baranzini, soprattutto per via dell’acceso scontro culturale tra conservatori e progressisti nella Siracusa a cavallo tra Otto e Novecento di cui ha scritto il prof. Salvatore Adorno e, in particolare, per la presenza “delle due rinate logge massoniche” invitate a contrastare “l’agitazione clericale” della testata cattolica  “Il San Marziano” voluta da Fiorenza, come documentato nelle ricerche pubblicate dal nostro direttore responsabile, Orazio Mezzio. Fu proprio la stampa aretusea, infatti, il principale luogo dove si manifestò senza esclusione di colpi il conflitto ideologico del tempo.

Si evidenza che l’attuale pontefice, Robert Francis Prevost, ha dichiarato di aver scelto il nome di Leone XIV proprio per richiamarsi al papa della Rerum Novarum.

Il programma dell’incontro

A moderare l’evento sarà Mario Barresi, giornalista e vice-direttore del quotidiano La Sicilia.

I saluti istituzionali saranno affidati a: Vincenzo Parlato, sindaco di Sortino; don Luigi Salonia, parroco della Chiesa Madre; prof.ssa Ermelinda Caruso, Associazione Culturale “A. Gurciullo”; dott. F. Paolo Giordano, direttore della Sezione catanese della Deputazione di Storia del Risorgimento.

La relazione introduttiva sarà tenuta da Francesco Bonini, rettore della LUMSA di Roma, studioso di storia delle istituzioni e profondo conoscitore del pensiero politico cattolico.

Seguiranno gli interventi accademici di:

  • Giuseppe Vecchio, già preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania;

  • Vincenzo Antonelli, ordinario di Diritto Pubblico presso la stessa università.

A concludere i lavori sarà mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo Metropolita di Siracusa.

Un tema ancora vivo

In un tempo segnato da nuove disuguaglianze economiche, crisi del lavoro, precarietà e trasformazioni tecnologiche, rileggere la Rerum Novarum significa interrogarsi sulla centralità della persona e sulla necessità di un ordine sociale più giusto. Le domande poste da Leone XIII — sul rapporto tra capitale e lavoro, sul ruolo dello Stato, sulla responsabilità delle imprese, sull’associazionismo e sulla dignità umana — restano sorprendentemente attuali.

La conferenza di Sortino offre dunque non solo un approfondimento storico, ma anche un’occasione per comprendere come i principi della dottrina sociale possano ancora orientare il dibattito pubblico e le politiche del nostro tempo.

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