Titolo della settimana: La voglia matta, 1962 di Luciano Salce.
Nel centenario della nascita di Ugo Tognazzi, se ne va un’icona del cinema italiano, Catherine Spaak, che proprio 60 anni fa’ – bello questo incrocio di date –  confermava con questa pellicola lo status di stella emergente del nostro cinema, dopo il folgorante esordio con I dolci inganni di Lattuada del 1960. Pellicola che ebbe non pochi problemi di censura. La voglia matta è il miglior film di Luciano Salce, dove la Spaak regala una memorabile interpretazione di donna-bambina accanto ad un mostro sacro del cinema, dove si affronta il tema del conflitto tra due generazioni e di conseguenza la differenza di età: lui quarantenne, lei sedicenne. Salce riuscì a dribblare la censura trattando l’argomento con finezza. Una pellicola che dietro la facciata del confronto generazionale nasconde temi come la paura della morte e del tempo che passa, in linea con la commedia italiana che abbiamo ormai perso irrimediabilmente. Due le scene da ricordare, la malinconia del ballo tra i due con le note di Sassi di Gino Paoli e il teatrino della dichiarazione d’amore con l’improvviso spalancarsi del sipario sul pubblico degli amici della giovane. Musiche a cura di Ennio Morricone. Da questo momento in poi la carriera dei due sarà un crescendo, Tognazzi un gigante, mentre la Spaak nonostante la giovanissima età, essendo nata nel 1945, si confermerà a livelli stratosferici con Il sorpasso di Risi, La noia di Damiano Damiani, La parmigiana di Pietrangeli e L’armata Brancaleone di Monicelli. Film da vedere e rivedere con gioia e con una certa nostalgia per un cinema italiano che volava alto con personaggi e storie che  incantavano il pubblico di tutto il mondo. Buona visione
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