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AnimoInVerso – La Tragedia secondo Eschilo

AnimoInVerso – La Tragedia secondo Eschilo

Pubblicato sul numero tipografico ci Cammino del 17 maggio 2024

Approfittando del 59º ciclo di rappresentazioni classiche, nel 110º anniversario della prima rappresentazione dell’era moderna, l’Agamennone di Eschilo allestito nel 1914, vogliamo nella nostra piccola rubrica omaggiare le tragedie greche con qualche riga proprio sulla poesia tragica di Eschilo.

Le opere di Eschilo, uno dei più grandi drammaturghi dell’antica Grecia, si distingue per la sua profonda emotività, la sua complessità tematica e la sua capacità di esplorare le profondità dell’animo umano.

Eschilo è considerato uno dei tre grandi tragici greci, insieme a Sofocle ed Euripide, e ha avuto un’enorme influenza sulla drammaturgia occidentale.

Una delle caratteristiche più distintive della poesia tragica di Eschilo è la sua capacità di affrontare temi universali come la giustizia, il destino, la colpa, il libero arbitrio e la natura degli dei. Le sue opere esplorano il conflitto tra gli esseri umani e le forze divine, mettendo spesso in discussione la giustizia divina e la moralità umana.

Un elemento chiave della poesia tragica di Eschilo è la presenza del concetto di “miasma”, una sorta di ineluttabile contaminazione morale che spesso perseguita i protagonisti delle sue opere.

Questo concetto aggiunge un livello di fatalità alle azioni dei personaggi, evidenziando la loro impotenza di fronte al destino.

Inoltre, Eschilo è noto per il suo utilizzo innovativo del coro, un elemento fondamentale del teatro greco antico. Il coro svolgeva diverse funzioni nelle tragedie di Eschilo, agendo sia come narratore che come commentatore delle azioni dei personaggi principali.

Attraverso il coro, Eschilo esprimeva spesso idee filosofiche complesse e offriva commenti morali sulle vicende della storia.

Le opere più famose di Eschilo includono “Prometeo incatenato”, che esplora il tema del libero arbitrio e della ribellione contro il destino, e la trilogia dell’Orestea, composta da Agamennone, Coefore, ed e Eumenidi. Quest’ultima trilogia affronta la vendetta all’interno della famiglia di Agamennone, evidenziando la complessità morale delle azioni umane e la possibilità di redenzione attraverso la giustizia.

La poesia tragica di Eschilo si distingue dunque per la sua profondità filosofica, la sua esplorazione dei grandi temi umani e la sua innovazione tecnica nel teatro greco antico. Le sue opere continuano ad ispirare e a influenzare la drammaturgia occidentale fino ai giorni nostri.

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