LENTINI/SIRACUSA – Anche la Cgil della zona di Lentini, Carlentini e Francofonte si mobilita per cercare di fermare il pazzesco disegno di ulteriore ridimensionamento dell’ospedale zonale cittadino, così come parrebbe essere dalle indiscrezioni trapelate sul riassetto della rete ospedaliera regionale. La riunione, “in seguito agli orientamenti assunti dalla Cgil Sicilia” -si legge in una nota- si terrà sabato mattina, nei locali della Camera del lavoro di via Conte Alaimo alle 10. Invitati le categorie lavorative e le associazioni che compongono il “Comitato unitario sanità pubblica” unitamente ai primi cittadini del comprensorio. Sulla vicenda ritorna nuovamente il sindaco, avvocato Rosario Lo Faro sull’incontro che si è svolto mercoledì mattina a Siracusa a Palazzo Vermexio, tra il Direttore generale del Dipartimento regionale per la Pianificazione strategica, il Direttore generale dell’Asp di Siracusa ed i sindaci dei comuni della provincia. “Nel corso dell’incontro -sottolinea Lo Faro- è emerso che, per un mero errore procedurale, la proposta di modifica della rete ospedaliera non era mai stata trasmessa ai sindaci. Di conseguenza, non è stato possibile esaminarne nel dettaglio i contenuti né esprimere valutazioni puntuali e motivate. I sindaci hanno, quindi, deciso di aggiornare i lavori e di riconvocare a breve una nuova Conferenza, non appena la   proposta sarà formalmente inviata, al fine di poter svolgere un’analisi approfondita e avviare un confronto sostanziale e consapevole. Nonostante la mancanza della proposta formale, il confronto tra i presenti si è comunque sviluppato. In quella sede, sono intervenuto con decisione per sostenere l’importanza di un corretto metodo di confronto che dovrebbe regolare i rapporti tra le istituzioni interessate, sottolineando come su temi così delicati, che riguardano il diritto alla salute dei cittadini, non sia accettabile alcuna decisione calata dall’alto. Ho ribadito con forza la necessità di un confronto preventivo con i Sindaci, prima dell’elaborazione di qualsiasi proposta, e non a posteriori, per evitare che il ruolo degli amministratori locali venga ridotto a una mera ratifica di decisioni già prese altrove, sulla testa di chi, ogni giorno, è chiamato a dare risposte concrete ai bisogni sanitari delle comunità. E, pur in assenza della proposta formale, sono intervenuto anche sul merito, esprimendo ferma contrarietà a qualsiasi ipotesi di riduzione dei posti letto, in particolare nei reparti di Chirurgia, Medicina e Ginecologia, e richiamando la necessità di preservare il reparto di Geriatria. Ho contestato con determinazione ogni scenario che indebolisca il ruolo dell’Ospedale di Lentini, presidio fondamentale per l’area nord della provincia e per i comuni viciniori. Su richiesta unanime dei Sindaci, è stato chiesto di sospendere l’adozione della nuova articolazione della rete ospedaliera fino all’effettiva entrata in funzione del nuovo Ospedale di Siracusa. Una posizione chiara, volta a garantire che nessun cambiamento -continua il primo cittadino lentinese- venga attuato in assenza di condizioni strutturali compiute e che ogni decisione avvenga nel rispetto del principio di equilibrio territoriale e tutela dell’esistente. Fermo restando che la proposta, così come paventata, non potrà trovare accoglimento e che, nella prossima Conferenza dei Sindaci, ribadirò con determinazione la necessità di preservare l’attuale consistenza dei posti letto dell’ospedale di Lentini, a partire da quelli di Chirurgia, Medicina e Ginecologia, e di assicurare il mantenimento del reparto di Geriatria. Parallelamente – prosegue – è indispensabile che l’Ospedale di Lentini venga qualificato come DEA di I livello. Struttura, bacino d’utenza e dotazione professionale richiedono a gran voce il riconoscimento di questo livello operativo, essenziale per garantire servizi urgenti, intensivi e specialistici nel nostro territorio. Per raggiungere questi obiettivi serve una mobilitazione ampia, forte, corale. Siamo pronti a coinvolgere:

  • tutte le forze politiche della provincia,
  • la deputazione regionale,
  • i Consigli comunali dei Comuni del triangolo Lentini, Carlentini, Francofonte e di altri Comuni limitrofi,
  • le Organizzazioni sindacali,
  • le Associazioni civili e di categoria,

perché la tutela della sanità pubblica non può passare inosservata né essere delegata –ma deve rappresentare un impegno condiviso e concreto. Non accetteremo né scelte imposte dall’alto, né tagli che penalizzino l’entroterra. La comunità di Lentini e del territorio merita servizi sanitari all’altezza, equi e accessibili. Ed è con questo spirito che continueremo a vigilare e a difendere i diritti dei nostri cittadini”.  Anche l’Osservatorio civico di Siracusa, in una nota, prende posizione in merito alla riunione che c’è stata: “Come Osservatorio Civico, che da anni è impegnato nella tutela della salute, abbiamo chiesto di poter partecipare, anche come semplici uditori, trattandosi di un tema di importanza cruciale per il futuro di tutti i cittadini di questa provincia – sottolineano il presidente Salvo Sorbello, e i dirigenti Donatella Lo Giudice, Alberto Leone e Franco Cirillo – che hanno un’aspettativa di vita di tre anni inferiore a quella di Milano, Roma o Firenze. Da anni attendiamo una nuova rete ospedaliera, che riconosca innanzitutto il sacrosanto diritto di Siracusa ad avere un ospedale di secondo livello e su questo facciamo affidamento sulle ripetute rassicurazioni del presidente Schifani e ci troviamo di fronte a tagli di posti letto del tutto ingiustificati che riguardano il capoluogo, Avola-Noto e Lentini. Il diritto alla salute va tutelato dotando i nostri ospedali dei reparti che servono, con i posti letto necessari: evitando così di dover sottostare a lunghe liste d’attesa, a essere costretti a prendere la valigia per andare a farsi curare altrove o, peggio, a rinunciare alle cure. Restiamo fiduciosi ma siamo altresì convinti che quando si discute di salute delle persone ognuno ha diritto a conoscere come stanno davvero le cose e a dire la propria”.  Cna Siracusa, in una nota, “esprime la più forte preoccupazione e la più netta contrarietà alla bozza della nuova rete ospedaliera, un piano che, se confermato, penalizzerebbe in maniera gravissima la sanità territoriale della provincia, indebolendo presidi fondamentali per intere comunità”. L’associazione punta il dito in particolare contro i tagli previsti per gli ospedali provinciali, con una riduzione totale di ben 27 posti letto per gli ospedali di Lentini e Avola-Noto. Una decisione che, secondo CNA, va nella direzione opposta a quella di una sanità moderna, efficiente e vicina ai cittadini, specialmente in un territorio vasto e con una viabilità complessa come quello siracusano. “Assistiamo a un paradosso inaccettabile che rischia di vanificare tutti gli sforzi messi in campo dal territorio per garantire il diritto alla salute”, dichiarano in una nota congiunta il Vicepresidente di CNA Sicilia, Innocenzo Russo, e la Presidente territoriale di CNA Siracusa, Rosanna Magnano. “Mentre associazioni come la nostra, che lavorano ogni giorno per la coesione sociale, si cimentano nello sviluppo di servizi di prossimità, arrivando a sperimentare processi innovativi come la telemedicina per portare l’assistenza dove serve, dall’altro lato il pubblico programma di ridurre la sua presenza e il suo sostegno ai territori, tagliando i posti letto. Diventa estremamente difficile per noi dialogare con i ‘decision maker’ per trovare soluzioni ai limiti della sanità in Sicilia”, proseguono Russo e Magnano, “se la risposta è una costante e progressiva riduzione dei servizi essenziali. Non si può costruire il futuro della sanità territoriale togliendo i mattoni dalle fondamenta. Un taglio di 27 posti letto in provincia non è un numero, ma un colpo durissimo per un bacino di utenza di decine di migliaia di persone.” CNA Siracusa chiede quindi un ripensamento immediato della bozza e l’apertura di un tavolo di confronto reale con le forze sociali e le rappresentanze territoriali. “La salute dei cittadini non può essere sacrificata sull’altare di scelte meramente contabili che non tengono conto delle reali esigenze delle nostre comunità”, concludono i vertici di CNA. “Continueremo a batterci in ogni sede per una sanità che potenzi i presidi esistenti e che investa sulla prossimità, non sul suo smantellamento”.

 

 

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