IL SUO MARTIRIO, UNA TESTIMONIANZA SEMPRE ATTUALE

Lucia nacque a Siracusa tra il 280 e il 290 d.C., in una famiglia cristiana e benestante. Decisa a consacrarsi a Dio, fece voto di castità, ma la madre Eutichia — ignara — la promise in sposa a un giovane pagano. Dopo un pellegrinaggio sulla tomba di Sant’Agata a Catania, la guarigione miracolosa della madre sancì la decisione di distribuire i beni ai poveri. Il promesso sposo, offeso e privato della dote, denunciò Lucia come cristiana durante le persecuzioni dioclezianee. Arrestata e torturata, secondo la tradizione resistette al rogo e non poté essere mossa dai soldati. Morì nel 304, uccisa con un colpo di spada alla gola. La memoria liturgica cade il 13 dicembre, simbolo di luce e purezza.

Il corpo della martire rimase a Siracusa fino al 1039, quando il generale bizantino Giorgio Maniace lo trasferì a Costantinopoli per sottrarlo alle incursioni arabe. Nel 1204, con la caduta della città durante la Quarta Crociata, i Veneziani portarono le reliquie in laguna. Dopo una prima collocazione a San Giorgio Maggiore, le spoglie furono trasferite nella chiesa di Santa Lucia, poi demolita per costruire la stazione ferroviaria. Oggi riposano nella chiesa di San Geremia. I ripetuti tentativi di Siracusa di riaverle non hanno avuto esito.

Un Culto che non ha confini di tempo né di spazio

Il culto di Santa Lucia, nato a Siracusa subito dopo il martirio, si è diffuso in tutta la penisola e nel Nord Europa. Dal Medioevo la santa è invocata come protettrice della vista: l’iconografia dei secoli XIV-XV la raffigura con un piattino che contiene i suoi occhi, un richiamo simbolico al nome Lucia, legato etimologicamente alla lux. Con il tempo la figura è divenuta promessa di luce materiale e spirituale.

Nord Italia

La tradizione dei doni nella notte tra il 12 e il 13 dicembre è radicata da Venezia a Brescia, da Verona al Trentino-Alto Adige. A Verona, dove il culto è documentato in età veneziana, la fiera di Santa Lucia anima piazza Bra. Una leggenda ottocentesca ricorda il pellegrinaggio dei bambini alla chiesa di Sant’Agnese durante un’epidemia agli occhi: il voto sarebbe all’origine dei doni.
A Brescia il racconto popolare parla di sacchi di grano lasciati dalla santa durante una carestia; ancora oggi i bambini preparano fieno per l’asinello e dolci per la santa. A Cremona Santa Lucia anticipa il Natale e sostituisce Babbo Natale; a Bergamo i bambini consegnano le letterine davanti alla statua della martire; in molte località del Mantovano la santa arriva in barca per accendere le candele dei piccoli. A Milano è patrona dei maestri scalpellini della Veneranda Fabbrica del Duomo, che conserva una copia della statua quattrocentesca con il piattino degli occhi.

Centro Italia

A Siena la fiera nel Pian dei Mantellini apre il periodo natalizio, con la tradizionale benedizione degli occhi. Firenze celebra Lucia come festa della luce con l’accensione dell’albero in piazza. A Bologna, sotto il portico della basilica di Santa Maria dei Servi, l’“Antica Fiera di Santa Lucia” propone decorazioni, presepi e dolci. In Romagna la santa è legata anche all’amore: a Forlì i fidanzati regalano castagne; a Savignano sul Rubicone e in altri centri si svolgono fiere dedicate a torroni e dolciumi.

Sud Italia

A Napoli, nel quartiere di Santa Lucia, la sera del 12 dicembre il busto d’argento della martire viene portato in processione fino al mare e quindi sulle barche fino al Castel dell’Ovo. A Massaquano (Vico Equense) si lanciano nocciole benedette — simbolo degli occhi della santa — e si raccolgono doni per i bisognosi. In Puglia, tra Foggia, Bari e Lecce, si accendono falò; a Scorrano la fiera si accompagna alle tipiche pittule. A Crotone il 13 dicembre si accendono le spettacolari “piramidi” di legno alte fino a 20 metri.

Sicilia

Oltre a Siracusa, che celebra la patrona con particolare solennità, importanti ricorrenze si svolgono a Palermo, Trapani, Valguarnera Caropepe, Belpasso e Savoca. A Palermo il 13 dicembre ricorda il miracolo del 1646, quando una nave carica di grano pose fine alla carestia: nacque così la tradizione della cuccìa. A Valguarnera sfila l’“u pagghiolu”, grande cero votivo di paglia; a Belpasso la notte del 12 dicembre è segnata dalla spettacolare “Spaccata dei Carri”; a Savoca la festa patronale comprende la rappresentazione vivente del martirio, con la figura della piccola “Lucia” condotta in processione e la scena dei soldati che tentano inutilmente di trascinarla.

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