Avvicinare il carcere alla vita civile, sottrarlo alla distanza e alle semplificazioni, restituirlo alla comunità come luogo abitato da persone, lavoro e relazioni. È questo l’obiettivo di “Ora d’aria”, l’iniziativa promossa dalla cooperativa sociale L’Arcolaio insieme alla fotografa Bianca Burgo, in programma a Siracusa dal 19 al 21 dicembre 2025, negli spazi di via Pasubio 38a.

L’evento nasce dall’incontro tra due percorsi che da anni interrogano il tema della detenzione da prospettive diverse ma complementari. Da un lato L’Arcolaio, cooperativa attiva da oltre vent’anni all’interno degli istituti penitenziari del territorio siracusano con progetti di inclusione lavorativa rivolti alle persone detenute; dall’altro il lavoro fotografico di Bianca Burgo, autrice di un’indagine visiva condotta nella Casa circondariale di Piazza Armerina.

“Ora d’aria” è concepito come uno spazio aperto alla città, pensato per favorire un contatto diretto e non mediato con la realtà carceraria. Il pubblico potrà conoscere e acquistare le “Cose buone dal carcere”, le proposte natalizie realizzate nei laboratori della cooperativa, e al tempo stesso attraversare il racconto per immagini firmato da Burgo. La mostra, che per l’occasione prende il titolo dell’iniziativa, propone uno sguardo intimo sulla vita detentiva, concentrato sulle relazioni, sull’esposizione emotiva e sulla possibilità di immaginare spazi altri anche in condizioni di forte limitazione.

Accanto alle fotografie, trovano spazio anche lettere scritte a mano dai detenuti, che ampliano il racconto e ne restituiscono la complessità, evitando letture riduttive o stereotipate. Testi e immagini concorrono così a riportare al centro del dibattito cittadino una dimensione spesso marginalizzata, rendendo visibile l’umanità che attraversa il carcere.

L’iniziativa si rivolge all’intera comunità come un invito a ripensare il carcere non come un altrove distante, ma come parte integrante del tessuto sociale e suo riflesso. Un’occasione, per L’Arcolaio e Bianca Burgo, per interrogarsi sul ruolo del lavoro, della cultura e della responsabilità collettiva nella costruzione di seconde possibilità, in una prospettiva che intreccia inclusione sociale, economia civile e narrazione.

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