Cruda analisi nel corso dell’ inaugurazione dell’Anno giudiziario nel distretto della Corte d’Appello di Catania
Le bombe carta ai danni di attività imprenditoriali, gli assalti ai Bancomat, la recrudescenza di episodi criminali che negli ultimi mesi hanno colpito anche Siracusa non possono essere liquidati come semplici “fatti di cronaca”. Sarebbe un errore grave. Perché ciò che vediamo oggi è solo la superficie di un disagio molto più esteso, radicato e pericoloso.
La scorsa settimana, durante l’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026 nel distretto della Corte d’Appello di Catania, è emerso un quadro allarmante che riguarda da vicino il nostro territorio. Il presidente facente funzioni, Giovanni Dipietro, ha tracciato un bilancio che suona come un campanello d’allarme: reti criminali capaci di riorganizzarsi, stringere alleanze, infiltrarsi nell’economia legale. Una presenza silenziosa ma costante, che avanza mentre la società sembra assuefarsi.
E poi c’è un dato che colpisce più di ogni altro: la devianza minorile, definita addirittura “da Guinness dei primati”. Un’espressione durissima, che racconta meglio di qualsiasi statistica quanto profondo sia il solco scavato da dispersione scolastica, disagio sociale, mancanza di prospettive.
È qui che bisogna guardare, se davvero si vuole capire. Perché gli attacchi della malavita di oggi non nascono dal nulla: sono figli di un malessere che cresce nel tempo, alimentato dall’indifferenza e dall’assenza di risposte strutturali.
La diffusione delle droghe tra fasce sempre più giovani della popolazione studentesca, l’aumento dei consumi, la normalizzazione di comportamenti autodistruttivi sono fenomeni di cui si parla troppo poco. Eppure rappresentano una miccia micidiale, capace di far esplodere il tessuto sociale di intere comunità.
A questo si aggiungono i furti nelle abitazioni, delle auto, la microcriminalità quotidiana, quei segnali meno appariscenti ma costanti che raccontano una realtà in deterioramento. Un terreno fertile, un umus perfetto per l’espansione della malavita e per nuove forme di devianza.
Non si tratta solo di sicurezza. Si tratta di futuro.
E soprattutto dei giovani, i più esposti, i più vulnerabili, i primi a pagare il prezzo di una società che rischia di abituarsi al peggio.
Perché le bombe carta fanno rumore.
Ma il disagio che le genera è molto più silenzioso. E molto più pericoloso.
