“Nel nostro mondo, per fortuna, c’è ancora chi è pronto a rinunciare a sé stesso, sull’esempio di Gesù, e servire e dare la vita per l’altro. Di quante cose dobbiamo ancora spogliarci per ritrovare le essenzialità della vita! Liberarci del superfluo, da tante sovrastrutture, inutili, che ci siamo messi addosso e che appesantiscono il nostro cammino. Liberarci condividendo e donando, come Gesù”.
È soltanto uno dei passaggi delle quindici meditazioni scritte dal professor Marco Fatuzzo per la ‘Via Crucis cittadina’, guidata dall’arcivescovo di Siracusa mons. Francesco Lomanto, svolta lo scorso venerdì nel teatro greco di Siracusa.
Le meditazioni adesso restano raccolte e custodite in un prezioso opuscolo, distribuito all’inizio dell’evento cittadino. I testi, partendo dal cammino di Gesù verso il Calvario, commentano pure la vita di oggi, con i suoi “pesi enormi, di cui si sta caricando l’umanità”. Sono commenti alle quindici stazioni scritti dal caro redattore del nostro “Cammino” da alcuni mesi “nato in Cielo”, Marco Fatuzzo, che – come ha evidenziato l’Arcivescovo – aveva preparato per questa occasione… Nell’ascoltare i pensieri che egli ha desiderato condividere in queste parole scaturite dalla sua fede, abbiamo così modo anche di ricordarne con affetto e gratitudine il lungo e sempre disponibile servizio per la nostra città e la nostra diocesi”.
Le meditazioni proposte da Marco Fatuzzo, in effetti, costituiscono esortazioni a far germogliare ancora frutti di conversione in ciascuno di noi. “Venga il perdono – afferma l’amico Marco – e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza della redenzione eterna”. Esortano ad “aprire braccia e cuore per accogliere ogni dolore, ogni sofferenza, ogni morte… Una croce portata insieme da più creature, con in mezzo Gesù, si fa leggera: giogo soave”. Costituiscono un invito a “metterci accanto alle persone calpestate, ignorate, umiliate“.
La ‘Via Crucis cittadina’ ha registrato un’attenta e significativa partecipazione di popolo nel teatro greco. L’evento, singolare momento pubblico di preghiera e di meditazione, si è svolto tra le storiche e monumentali pietre del Parco Archeologico della Neapolis, tra i luoghi che da millenni rievocano i drammi degli uomini, che avvicinano ai grandi misteri della vita e della morte.
Tra i millenari luoghi della commozione, pure quest’anno i siracusani hanno potuto così rivivere il doloroso cammino di Gesù sulla via del Calvario, meditandolo nell’antica cavea. Le quindici stazioni della ‘Via Crucis’ sono state scandite dal dolore e dalla speranza, “dalle nostre lacrime di pentimento e dalla prospettiva di redenzione”. E il pensiero è pure corso verso l’attualità di chi viene umiliato e calpestato nella sua dignità umana. L’opuscolo con le quindici meditazioni, per l’attenzione dei lettori, rimane così innervato nella nostra storia.
L’alta valenza ecclesiale e civile dell’evento cittadino, con la partecipazione delle Autorità locali, ha ancora una volta proposto ai siracusani di stare di fronte alla Croce con fiducia, per non perdere la Speranza creativa, anche nei momenti difficili e dolorosi. L’incontro cittadino ha testimoniato come sia ancora possibile uscire dal chiuso delle coscienze e del privato per assumere e indicare connotazioni valoriali pubbliche e cittadine.
In particolare, pure per questo ‘Venerdì Santo’ del 2026
