Ha  preso il via il 25 gennaio la  rassegna teatrale promossa dall’Amministrazione Comunale di Priolo Gargallo , che si terrà al Teatro Comunale di via del Fico Centro Sociale Polivalente  e che si concluderà il 23 maggio 2020

Gli spettacoli interamente gratuiti accoglieranno gli intervenuti fino alla disponibilità  dei posti a sedere , in tutto  291 persone, in una location accogliente e rispettosa delle norme in materia di sicurezza . Il cartellone  per la stagione 2020 prevede musical e  commedie  prevalentemente brillanti, alcune delle quali in dialetto siciliano, con compagnie di Siracusane o del Teatro  Città di Catania . “Gli eventi – come ha commentato nel comunicato stampa  il Sindaco, Pippo Gianni – sono pensati per attrarre un pubblico variegato e per avvicinare i concittadini al teatro, commedia o musical si tratta sempre di cultura e sapere  “.

L’ organizzazione degli  spettacoli , che saranno con cadenza quindicinale ha richiesto impegno e passione , come dichiarato dal direttore artistico alla serata inaugurale dott. Domenico Mercurio , una vera e propria sfida con il tempo, ma che alla fine ha dato a tutti grande soddisfazione , in quanto ha permesso la realizzazione di quanto previsto .

A calcare il palco nella prima serata la Nuova Compagnia Teatrale “ Priolo Gargallo” con “Accadde tutto in canonica” per la regia di Giancarlo Guzzardi,  con un cast d’eccezione che ha fatto registrare il tutto esaurito. Nella commedia si sono alternati momenti di grande ilarità con momenti di intenso coinvolgimento caratterizzato da emozioni e sensazioni tra gli attori sul palco e gli spettatori in platea che hanno fatto scaturire riflessioni ed emozioni nei presenti, in quanto ognuno si è sentito spettatore ed attore al tempo stesso . Una commedia che ha ricreato uno spaccato della vita  quotidiana attraverso la rappresentazione teatrale mettendo  al centro componenti universali quali le debolezze dell’essere umano , ma anche quelle componenti  spirituali che permettono all’uomo di ravvedersi  e di rientrare nel tessuto sociale da cui in un momento di debolezza se ne  era allontanato

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