Quanto vale una vita? Vale più o meno di un’altra? Vale un nostro sforzo? Vale qualche ora del nostro tempo? L’intervista alla Dott.ssa Samantha Carnibella ci darà qualche risposta.
È siciliana, originaria di Francofonte, in provincia di Siracusa, la Dott.ssa  Carnibella, che rispondendo all’annuncio di FabLab, contribuisce alla rete solidale che in questo periodo si sta tessendo a più mani.
Samantha, laureata in scienze della comunicazione e specializzata in  Comunicazione Pubblica, d’Impresa e Pubblicità, appassionata di grafica, dopo diversi anni di lavoro nell’ambito della comunicazione, decide di mettersi in proprio. Apre, appena due mesi fa, ‘Hapù’, un’agenzia di comunicazione e stampa. Dove si realizzano tutti i tipi di stampa, ultima new entry una stampante 3D.
Un giorno, quasi per caso, scorrendo su Facebook, si imbatte nell’appello di FabLab.
Chiedevano a chiunque fosse in possesso di una stampante 3D di contribuire alla stampa di adattatori Charlotte 1, per il policlinico “G.Martino” di Messina.
L’adattatore Charlotte non è altro che un pezzo plastico che, collegato ad una maschera per fare snorkeling e ad un ventilatore polmonare, si trasforma in un respiratore in grado di tenere in vita una persona con problemi respiratori. Questa “creazione” è stata brevettata a Brescia proprio per l’urgenza causata dalla pandemia Covid-19.
Quando ho visto l’annuncio, non sono riuscita a non rispondere. Era qualcosa che dovevo fare. Era mio dovere farlo.Non riuscivo ad utilizzare bene la stampante, fino a quel momento avevo soltanto prototipato qualche gadget.” Ci racconta Samantha.
Quali sono state le difficoltà per arrivare al lavoro finale visto la poca esperienza?
A questo progetto hanno aderito tante persone da tutta la Sicilia, agenzie ma anche qualche privato.  Ci hanno fatto conoscere tramite un gruppo su telegram. Alcuni avevano molta esperienza, altri poca, altri ancora nessuna. Qualcuno aveva comprato la stampante e non l’aveva mai accesa. Così, nei giorni di produzione ognuno di noi aiutava l’altro come poteva. Ci scambiavamo pareri, consigli, sicuri di lavorare ad unica piccola grande impresa. Alla fine ce l’ho fatta, ce l’abbiamo fatta, perché quando si lavora così è come essere una grande squadra. Gli adattatori, realizzati in due giorni, in quattro erano già pronti per partire verso la loro destinazione.”

Il “primo” adattatore in 3D

Quanto tempo ci vuole per produrre un adattatore? E materialmente come si realizza?
Occorrono 4 ore circa per ogni pezzo. Si accende la macchina, si lascia riscaldare, si inserisce la scheda con il progetto ed i vari parametri, si inserisce la bobina di filamento PLA e la creazione ha inizio.
Così inizia la prima esperienza della nostra Samantha, che la vede parte integrante di un nobile progetto. Con obbiettivo l’unica cosa che conta davvero: la vita.
Non contenta, e conscia di aver fatto ma non abbastanza, risponde ad un secondo appello lanciato da FabLab. Questo il post pubblicato dall’agenzia:
 “[..]Il nostro compito non è ancora finito. Questa volta il nostro supporto andrà a strutture sanitarie di tutta la Sicilia alle quali, con la collaborazione di Air Factories, doneremo 300 sdoppiatori a Y per ventilatori polmonari. Uno sdoppiatore a Y permette, in caso di estremo bisogno, di far respirare contemporaneamente due pazienti con un solo ventilatore.
Chiediamo a chiunque sia in possesso di una stampante 3D di contribuire alla stampa! [..]”
E a tal proposito, la dottoressa Samantha Carnibella, desidera fare un annuncio:
A tutti coloro che hanno una stampante 3D, non importa quale sia la vostra esperienza, partecipate al progetto! La Sicilia ha bisogno di voi, la nostra gente ha bisogno di noi!
Per partecipare al progetto basta contattare con un messaggio privato la pagina Facebook “FabLab Messina” e rendersi disponibili.
In periodi come questo, è importante sentirsi utili. È importante per se stessi e per gli altri. Affinché nessuno resti mai da solo. Perché insieme, uniti, ce la faremo.
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