Finalmente la Riserva naturale Saline di Priolo lo scorso 24 ottobre 2021  ha riaperto  i cancelli al pubblico, un atto concreto dopo l’incendio di due anni fa, che ha divorato in poche ore l’intera area boschiva dell’oasi naturale mandando in letteralmente fumo  anni di lavoro.

Si tratta di un sito di interesse  comunitario, gestito dalla Lipu, riconosciuto dall’Unione Europea come  “Zona di protezione speciale” popolata dai meravigliosi fenicotteri rosa, dai bellissimi cavalieri d’Italia ed altre numerose specie di uccelli migratori che hanno trovato nell’oasi  delle saline l ‘habitat naturale per nidificare . L’“Oasi più bella d’Italia” così è stata dichiarata dall’associazione Birdwatching Ebn Italia, è tornata ad essere fruibile anche se non del tutto, infatti è possibile percorrere il  Sentiero per il Capanno 3,  il Mulino ed il Sentiero Natura “Saline di Priolo- Guglia di Marcello”; un piccolo paradiso fra le ciminiere che salvaguarda l’ultimo lembo di un’ampia zona umida che occupa un tratto di costa tra Priolo e Marina di Melilli

Due anni di duro lavoro in cui operatori e volontari hanno messo in sicurezza alcuni sentieri devastati dall’incendio, lavoro reso possibile grazie  alla collaborazione del Comune di Priolo Gargallo e delle realtà locali come Enel , Eni Rewind e Versalis.  Per favorire questa rinascita sono stati piantumati nell’ultimo anno centinaia di alberi tipici della flora mediterranea grazie al Dipartimento Regionale dello Sviluppo rurale e territoriale, al progetto portato avanti dalla Fondazione Mava e all’azione dell’assessorato Agricoltura e al Dipartimento Aziendale foreste demaniali. Un evento atteso volto a valorizzare e rilanciare un angolo protetto, nonché un’attrazione per residenti , scolaresche,  turisti e amanti della natura.

Due anni di chiusura forzata,  sono veramente tanti ha dichiarato Fabio Cilea, direttore della riserva naturale – ma  grazie allo staff e ai volontari oggi è possibile effettuare passeggiate naturalistiche, visite guidate, praticare il birdwatching per osservare gli uccelli nel pantano, allestire laboratori didattici. Nonostante  le  numerose difficoltà dovute alla pandemia  alla fatica dei  lavori per ripulire l’area della devastazione dovuta all’incendio, la Riserva è rimasta quel piccolo paradiso: tanto amato dai bambini, dai turisti, dagli amanti della natura, ma soprattutto luogo prediletto dai grandi uccelli migratori che lo hanno scelto come luogo di riposo e di  nidificazione.

Ancora una volta da sette anni, Saline di Priolo si è confermato l’unico sito di nidificazione in Sicilia del fenicottero rosa.

  • Credito immagine in evidenza dalla rete
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