Sabato la presentazione
Volti e storie per non dimenticare
CARLENTINI – E’ davvero fortunata quella comunità nella quale è vivo il ricordo di uomini, di avvenimenti del passato, ma soprattutto se c’è la pulsione, la volontà, la ‘visione’ di non farne perdere la memoria a favore di chi non li ha conosciuti o vissuti personalmente, ai posteri insomma. E Carlentini è fortunata, perché il giornalista Silvio Breci -non nuovo, a dire il vero, a siffatte fatiche- ancora una volta (ci) stupisce con un altro dei suoi sempre interessanti lavori, “Volti e storie di periferia -memorie e destini tra le strade di Carlentini”, fresco fresco di stampa. Il libro sarà presentato sabato 19 luglio alle ore 19.30 a villa Belvedere nel corso di “un viaggio tra le pagine raccontato in forma di recital”, con i contributi di Aurelia Lo Giudice, voce narrante, e Salvo Fichera, lettore scenico. Dopo i saluti del sindaco Giuseppe Stefio e del vice presidente della Pro Loco, Sabrina Fracalanza, previsto l’intervento di Elio Cardillo, che ha firmato la prefazione al volume. Il lavoro di Silvio Breci, come lui stesso ricorda, “nasce dal bisogno di ascoltare e raccontare quelle esistenze che raramente trovano spazio nei grandi racconti ufficiali. Storie di periferia, di volti che il tempo rischia di cancellare ma che invece meritano di essere ricordati, rispettati, tramandati”. Volti, storie, uomini: vita, insomma. Il tutto -sottolinea Elio Cardillo nella prefazione- è diventato “un lavoro che definire certosino è fortemente riduttivo”, mentre “a livello tecnico è a dir poco sorprendente: una scoperta e una sorpresa dietro l’altra, una miniera di dati impressionante, una ricerca puntuale e precisa” che rende “la lettura piacevole, scorrevole e inaspettatamente avvincente”. E’ vita ed il racconto della vita, anche la più umile, la meno appariscente, diventa un motivo non solo per fare memoria di chi più non c’è ma per ‘scrivere’ la storia, magari non quella che si scrive con la esse maiuscola, ma certamente quella che contribuisce a sostanziarla. E’ vita e bene ha fatto Silvio Breci a cimentarsi in questa sua certosina ricerca, perché della vita -se e quando si può- deve restare traccia. Ed all’autore, al giornalista che diventa all’occasione storico ed archivista, oltre al plauso per questa sua ultima fatica editoriale non si può non augurare un lungo cammino di vita professionale sempre capace di regalarci ricordi e racconti del nostro essere qui, su questo mondo. Della vita, insomma, che è vita, nel senso più pregnante della parola.

