Un dogma del cuore
“Rallegriamoci tutti nel Signore, celebrando la solennità della Vergine Maria; della sua Assunzione si allietano gli angeli e lodano con noi il Figlio di Dio”: così canta l’antifona d’ingresso nella Messa del giorno propria della solennità del 15 agosto, cioè l’Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo.
Ed è proprio una festa di cielo: festa piena di gioia, alla quale partecipano gli angeli e i santi, lieti di poter contemplare la Madre alla destra del Figlio, che la incorona nella gloria della resurrezione.
Il mistero meditato in questa festa è tutto soprannaturale, circondato da una luce spirituale che fa vibrare le corde del cuore dei fedeli. La celebrazione solennissima di questa festa è molto antica, e risale già ai primi secoli di vita del cristianesimo, quando l’amore del popolo per la Madre di Dio iniziava già ad esprimere le sue lodi per la grandezza e la bellezza del disegno divino sulla Vergine Maria nella storia della salvezza.
Già a partire dal IV secolo, e fino al XIV, cominciarono a fiorire racconti in greco, latino, copto, arabo, armeno, siriaco e slavo sulla “Dormizione” o sul “Transito” della Madre di Gesù: oltre una trentina di opere che ebbero enorme diffusione in tutto il mondo cristiano. Fanno parte di quella letteratura cosiddetta “apocrifa”, che pur non essendo entrata a far parte del canone biblico ritenuto divinamente ispirato dalle Chiese, godette in certi casi di grande rispetto e venerazione da parte delle Chiese stesse, che ad esempio vi fecero frequente ricorso per comporre i testi ufficiali di alcune solenni celebrazioni liturgiche.
I cristiani dei primi secoli desideravano conoscere la vita di Maria fino alla sua conclusione terrena, e fecero così volentieri appello ad alcune antiche tradizioni, attribuite persino all’ambiente apostolico (alcuni apocrifi sull’Assunzione erano ritenuti opere nientemeno che dell’evangelista Giovanni, identificato con il discepolo prediletto di Gesù che accolse con sé la Madonna dopo la morte di Gesù, e di altri personaggi evangelici come Giuseppe d’Arimatea). In questi testi, alcuni dei quali tentano di creare un vincolo di continuità con i libri ispirati del Nuovo Testamento, si legge che Maria ebbe la grazia di essere avvisata dell’imminenza della sua fine terrena dallo stesso arcangelo Gabriele che già l’aveva visitata per annunciarle il concepimento verginale di Gesù.
Un aspetto commovente di questi racconti è un desiderio formulato da Maria, prossima a lasciare il mondo: poter rivedere tutti gli apostoli di Gesù, ormai sparsi dappertutto per portare il Vangelo alle nazioni più lontane, e radunarli tutti insieme per benedirli, pregare e congedarli personalmente.
Prima di essere accolta fra le braccia del Figlio Risorto, per divenire la primizia di coloro che risorgono in Lui, e presentarsi al suo cospetto in cielo come creatura glorificata per prima, in quanto immacolata, Maria manifesta la sua sollecitudine di vera Madre della Chiesa, che si allontana fisicamente dalla terra senza mai abbandonare la sua maternità universale, ruolo affidatole da Gesù stesso sulla croce, e sempre sentendo la responsabilità di non trascurare gli amati discepoli del Figlio.
Al di là delle tradizioni che stanno alla base di queste narrazioni devote, la verità di fede dell’assunzione anche corporea di Maria è stata sempre creduta con molta serietà dai cristiani sia d’Oriente che d’Occidente, come in modo particolare è evidente dalla grande venerazione, in Terra Santa, del monumento sacro che ricorda appunto la sua “dormizione”, pur non contenendo una tomba con presunte reliquie di spoglie mortali della Madonna.
Alcuni tra i primi e più autorevoli Padri della Chiesa, nonché i più antichi libri liturgici dei vari riti cristiani, oltre che una capillare diffusione di edifici sacri dedicati nel corso dei secoli proprio al titolo di Maria Assunta, costituiscono un numero molto significativo di testimonianze sulla convinzione che il Signore Risorto abbia attratto a sé nella gloria la propria Madre tutta Santa, pegno che anticipa la resurrezione promessa anche a noi.
Nel 1950, il papa Pio XII – con la definizione dogmatica riportata nella costituzione apostolica “Munificentissimus Deus” – ha ratificato quanto da sempre il “sensus fidei” delle Chiese cristiane ha percepito come profondissima e radicata esigenza del cuore, finalmente elevato a “dogma rivelato”: “l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.
- Immagine in evidenza: Tiziano, particolare dell’Assunta veneziana dei Frari
