FRANCOFONTE – Arrivano dall’Asp di Siracusa alcune misure straordinarie per un sollievo temporaneo all’emergenza medica. L’allarme lanciato nei giorni scorsi, che fa eco a tutti quelli lanciati già a partire dal 2022 sulla grave carenza di medici di base a Francofonte, per segnalare che circa cinquemila residenti si trovano senza un riferimento sanitario essenziale, ha spinto l’ASP ad intervenire. A seguito delle sollecitazioni del sindaco Daniele Lentini, della Cna locale e provinciale, dell’associazionismo cittadino e della carta stampata, l’Azienda Sanitaria Provinciale ha adottato giorno 11 una serie di misure straordinarie per affrontare l’emergenza. Il direttore generale dell’Asp, Alessandro Caltagirone, ha confermato le iniziative, sottolineando l’impegno a garantire assistenza a tutti i cittadini. Tra le azioni immediate, sei medici di base della provincia hanno accettato di aumentare il proprio massimale da 1500 fino a 1800 pazienti per un periodo di sei mesi, permettendo così l’acquisizione di nuovi assistiti a Francofonte. Inoltre, a partire dal 18 agosto, verrà riattivato il Punto di primo intervento presso il presidio locale, un servizio sospeso dalla fine del 2022.
Il Ppi è un punto di riferimento minore rispetto a un pronto soccorso e serve a dare assistenza sanitaria per urgenze minori e per la stabilizzazione di pazienti prima di un eventuale trasferimento verso un ospedale. Inoltre l’Asp sta lavorando a soluzioni a lungo termine, come la ricognizione di nuove zone carenti per l’assegnazione di incarichi a tempo indeterminato e la futura attivazione della Casa della comunità. Tuttavia, nonostante queste risposte, dal comune e dalle associazioni locali si fa sapere che il problema non è risolto in modo definitivo. Le misure adottate, pur apprezzate, sono considerate un “contentino” temporaneo che non affronta la radice della questione.
La preoccupazione maggiore riguarda la scadenza di queste soluzioni, che rischia di riportare la comunità al punto di partenza. Per questo motivo, le istituzioni locali rimangono unite nel chiedere strategie e scelte definitive che risolvano il problema una volta per tutte, sostenendo che questa parte del territorio è da troppo tempo un’area dimenticata. La loro intenzione è mantenere alta l’attenzione per garantire che non si tratti solo di una soluzione momentanea, ma di un vero e proprio ripristino di un servizio sanitario essenziale.
