LENTINI – I risultati dell’ultimo intervento di recupero e valorizzazione della chiesa rupestre del Crocifisso, sono stati illustrati sabato scorso al circolo “Alaimo” nel corso di una conferenza a cura della sezione cittadina dell’Archeoclub d’Italia, presente don Maurizio Pizzo, parroco della chiesa madre di Lentini sotto la cui giurisdizione il prezioso manufatto ricade. Ad illustrare quanto portato a termine, sono state l’architetto Patrizia Carnazzo e la dottoressa Raffaella D’Amico, restauratrice, che hanno seguito l’iter. I lavori, finanziati con i fondi del Pnrr grazie ad un progetto presentato dalla parrocchia, hanno riguardato la pulizia del prospetto della chiesa e dell’area circostante, il restauro ed il recupero del putridarium, l’impianto illuminotecnico dell’interno. Oggi, la chiesa rupestre si mostra a chi la va a visitare priva di vegetazione ed erbe infestanti che ne deturpavano il prospetto che appare nella sua semplicità dietro la quale, hanno detto i due tecnici, c’è ancora da indagare per capire cosa a monte del prospetto in pietra calcare ci fosse. Dentro, la luce permette di meglio ammirare gli affreschi restaurati, nel rispetto degli stessi, ed oggi anche il putridarium, reso fruibile dopo un lavoro di ripulitura e di recupero della volta. Alla serata, presenti anche i sindaci di Lentini e Carlentini, nei cui territori insiste il parco archeologico di Leontinoi, dentro il quale la chiesa insiste.

Già adesso, come puntualmente “Cammino” ha dato notizia man mano che gli interventi sono andati a buon fine, il Crocifisso è uno scrigno di bellezza degno di essere visitato ma c’è tanto ancora da fare non solo per dare risalto agli affreschi in lista d’attesa per il restauro ma anche a quanto contiguo alla chiesa insiste. Lo hanno ricordato don Pizzo ed il presidente dell’Archeoclub, professore Delfo Inserra, quest’ultimo auspicando un ritorno di fiamma dell’entusiasmo volontaristico grazie al quale Lentini negli anni scorsi ha compiuto il ‘miracolo’ di aver iniziato a recuperare un bene preziosissimo, per troppo lustri nel più completo abbandono. E non è finita qui, si spera. Intanto, domenica prossima ci sarà un’apertura straordinaria del Crocifisso per permettere a chiunque voglia di poter ammirare i tesori che custodisce.

 

 

 

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