Presso la sala conferenze dell’Istituto Rizza è stato presentato oggi il libro di Paolo Oliva dal titolo “Storia di una metropoli dimenticata”, edito da EBS, dedicato alla Siracusa greca. In questo suo lavoro l’autore si propone di restituire dignità storica e visibilità a Siracusa come fulcro culturale, politico ed economico del Mediterraneo antico, rivalutando la sua centralità dimenticata, sottolineando l’interesse per la rivalutazione della storia cittadina e l’importanza di divulgare nuove ricerche su Siracusa antica.

Dopo una presentazione introduttiva del giornalista Pino Nucifora, hanno relazionato, oltre all’autore, il dr. Liddo Schiavo, il dr. Alfonso Madeddu e il prof. Giuseppe Garro. Schiavo ha illustrato sinteticamente il contenuto del libro, che esamina la storia della città dalle origini al tempo di Archimede, soffermandosi sul tema dell’identità dei siracusani, Madeddu ha posto l’accento sul lavoro dell’autore che ha intersecato la storia monumentale di Siracusa con il racconto dei vari momenti storici della città, ha parlato delle fasi di espansione della città al tempo dei Dinomenidi, giungendo quasi al 340 a.c., quando Timoleonte  avviò il ripopolamento della città dopo vent’anni di guerra civile e crisi demografica ripopolò la città con i coloni, e Siracusa giunse ad ospitare circa 180.000, il triplo della città di Atene. Ha citato anche Cicerone, che giunto a Siracusa per difendere in giudizio la città da Verre, che l’aveva spoliata di  molti beni monumentali, fece un inventario dei monumenti esistenti nel sito, sì da lasciare  traccia della situazione dei beni immobili importanti e dei monumenti rimasti. Il prof. Garro è ritornato sul tema dell’identità siracusana, ricordando come i tiranni che si erano succeduti furono illuminati nella loro opera di urbanizzazione della città, collegando i periodi storici  attraversati.

Paolo Oliva, dopo aver risposto ad una domanda sul perché della definizione “Metropoli” nel titolo, dicendo che si rifà ai fasti della città greca, ha evidenziato il rammarico del fatto che, pur essendo stata straordinariamente rilevante nell’antichità, Siracusa viene oggi spesso trascurata dalla storiografia rispetto ad altre grandi città della Magna Grecia e del mondo ellenico, senza dimenticare l’opera dei siracusani, che arginarono la potenza marinara degli etruschi (citata la battaglia di Cuma), rifondarono la città di Napoli (intorno al 470 a.c., non a caso chiamata Neapolis), e divennero poi granaio per la sussistenza e l’espansione della città di Roma. In conclusione, in risposta ad una domanda del pubblico, il dr. Madeddu ha parlato dei Bronzi di Riace, argomento a lui molto caro, e di come recenti studi scientifici nel ricollocano la committenza e forse la realizzazione a Siracusa.

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