FRANCOFONTE –  Nel comune agrumicolo la crisi politica e finanziaria ha raggiunto il suo culmine, a causa della mancata approvazione delle variazioni al bilancio di previsione 2025/2027. Si tratta di un adempimento cruciale che in Sicilia, se non assolto, può portare al commissariamento e alla caduta dell’intera assemblea. Tutto ha avuto inizio nella seconda decade dello scorso novembre, partendo dal Consiglio del 26, dove la proposta di variazioni, che in realtà mirava anche alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, è stata bocciata all’unanimità non presentandosi in aula i due schieramenti di maggioranza ed opposizione. Per cui, a seguito della bocciatura, la Regione è subito intervenuta, nominando un Commissario ad acta che si è insediato venerdì 28 novembre. Il commissario aveva l’incarico di procedere agli adempimenti chiedendo la riconvocazione urgente del Consiglio per domenica 30 novembre, sperando in un voto consapevole. L’esito, tuttavia, non è cambiato perché alla seduta non si è raggiunto il numero legale. Dura la condanna dell’opposizione che lo ha definito: “Atto gravissimo e vuoto istituzionale”. I consiglieri di opposizione Francesco Reale, Angela Cunsolo, Ylenia Ippolito, Giuseppe Vinci,  Vanessa Impeduglia,  Stefano Privitelli, Nuccio Randone ed Ilaria Palermo hanno criticato aspramente l’accaduto. In un loro comunicato hanno evidenziato che la proposta del 26 novembre è stata “bocciata all’unanimità, sia dalla stessa maggioranza che dovrebbe sostenere l’attuale amministrazione che dall’opposizione”. Inoltre hanno definito l’assenza della maggioranza alla riconvocazione come una “scellerata e irresponsabile scelta“, e hanno dichiarato: “l’assenza dell’assemblea democraticamente eletta non è solo un danno tecnico, è anche un vuoto politico e istituzionale che non possiamo ignorare”. La replica della maggioranza non si è fatta attendere definendo la loro scelta “sacrificio personale contro lo stallo”.

Sul comunicato a firma dei consiglieri di maggioranza Salvatore Infruttuoso, Emilio Bernuzzi, Francesco Sangiorgio, Mirko La Rosa, Camelia Turiano, Maria Gualtieri, Gaetano Navanteri, Teresa D’angelo e dagli assessori comunali Floreana Schepis, Salvatore Di Silvestro, Francesco La Rocca e Giovanni Depetro, c’è scritto: “Da un anno a questa parte, è in atto una azione politica e personale, che tende a paralizzare la realizzazione del programma elettorale. bocciando tutti gli atti importanti”. Sul fatto che la maggioranza abbia disertato l’aula hanno aggiunto: “Gli otto consiglieri comunali, che sostengono l’amministrazione, hanno optato per un sacrificio personale, che comporterà con ogni probabilità, la decadenza dell’intero consiglio, purché si possa uscire da questa situazione di stallo”. Scartata anche l’ipotesi di un avvicinamento con alcuni consiglieri dell’opposizione dell’area centrista (Vinci, Ippolito, Priviteli, Impeduglia): “Non c’è nessuna possibilità di riavvicinamento con il gruppo dei fuoriusciti”. In merito alla presenza al Palazzo di città della “commissione prefettizia antimafia”, hanno manifestato totale fiducia nella giustizia. L’ultima parola e il potere di un eventuale scioglimento del consiglio comunale di Francofonte è dell’assessorato regionale agli enti locali che una volta sentiti i pareri dei due schieramenti deciderà sul suo futuro.

Condividi: