SIRACUSA – La città, ma più in generale l’intera comunità diocesana, ritrova, con l’auspicio che susciti il giusto stimolo per riscoprire i tesori d’arte che sono le nostre chiese, -dopo due anni di restauro- la sacrestia Torres all’interno della chiesa cattedrale. Mercoledì sera, proprio in cattedrale, un’iniziativa pubblica per parlare di questo scrigno riportato al suo originario splendore, alla presenza dell’arcivescovo monsignor Francesco Lomanto e del vicario generale monsignor Sebastiano Amenta che al recupero del manufatto ha spinto. Il direttore della biblioteca Alagoniana, don Helenio Schettini, si è soffermato su “Il culto eucaristico post tridentino” mentre lo storico dell’arte professore Paolo Giansiracusa ha incentrato la sua riflessione sulla valenza storico-artistica del sito restaurato. Ma dove si trova la sacrestia Torres? Siamo in cattedrale ed è la sacrestia “di servizio”, se così si può dire, della cappella del Santissimo Sacramento. Di fatto, quasi una sorta di chiesa dentro la chiesa, per la quale -come ha ricordato Giansiracusa- è stato fatto un certosino lavoro di restauro sia del materiale lapideo che di quello ligneo, in diversi punti tarlato, al fine di porre rimedio ai guasti provocati dal tempo: il risultato finale, nella foto d’insieme, è più eloquente di mille parole. E non è mancata anche la sorpresa, con la scoperta in una parete di un affresco databile al XVII secolo (nella foto a sinistra), mentre gli altri affreschi presenti sono stati anch’essi oggetto di restauro (nella foto a destra).

Figlia del suo tempo, la sacrestia era funzionale alle celebrazioni eucaristiche che si officiavano nel periodo della controriforma dopo il Concilio di Trento: del culto eucaristico post tridentino ha parlato don Helenio Schettini, sottolineando anche la risposta organica data dalla Chiesa in periodi in cui il vento della riforma protestante soffiava.

La sacrestia è stata arricchita anche da una donazione, un crocifisso in legno tardo settecentesco di autore ignoto in memoria di Alessandro Odierna, un giovane antiquario prematuramente scomparso, donato dalla famiglia.

Non solo addetti ai lavori ma anche fedeli, ovviamente, per quest’evento che ha permesso di rivedere nuovamente splendida una chicca all’interno di quel più grande scrigno che è la chiesa cattedrale di Siracusa.

 

 

 

 

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