Il Vangelo della seconda domenica di Avvento ci presenta l’importante figura di San Giovanni Battista, che tutti gli evangelisti descrivono come il precursore di Gesù, cioè colui che ne ha preparato la manifestazione, soprattutto testimoniando con radicalità la propria fedeltà a Dio e predicando la conversione anche attraverso il segno del battesimo.
L’evangelista Luca presenta il Battista come parente di Gesù, e il racconto della sua nascita si intreccia con l’evento dell’Incarnazione del Figlio di Dio.
Gesù ha espresso più volte la propria profonda ammirazione per il Battista, riconoscendo in lui un grande profeta, addirittura il più grande tra i nati da donna.
La condotta morale del Battista è essenziale e molto austera, e i toni della sua predicazione sono molto decisi: esigono di fuggire l’ipocrisia di chi si adagia nelle proprie sicurezze anche religiose (“non crediate di poter dire dentro di voi: abbiamo Abramo per padre”) e richiedono una conversione concretamente visibile dalla bontà dei suoi frutti.
Al contempo, però, Giovanni Battista non è severo o intransigente: alle domande di chiarimento che gli vengono rivolte da quanti si rivolgono a lui come punto di riferimento spirituale risponde in modo rassicurante, senza pretendere eroismi, imprese faticose o virtù straordinarie, ma cercando di vivere la vita presente nella giustizia di fronte a Dio, rispettando i propri doveri con uno sguardo di comprensione verso il prossimo.
Il luogo nel quale Giovanni diviene un segno per tutti è il deserto: lì il profeta grida il suo ardente desiderio che tutti si convertano a Dio; lì compie l’azione simbolica di vestirsi e cibarsi in modo estremamente sobrio e frugale; lì incontra Dio nella preghiera; lì attira le folle ad ascoltarlo.
Il deserto, che possiamo trovare anche nel nostro cuore, è quella terra sacra nella quale l’aridità di una vita che ha smarrito il gusto e la gioia della fede può ritrovare la strada per riscoprire la bellezza dell’unione con Dio, la consolazione della preghiera, la luce dell’ascolto della sua Parola, l’amore per tutti i fratelli e le sorelle: sono i nostri compagni di carovana nell’attraversare i nostri deserti. Insieme a loro, Gesù accoglie anche noi nell’oasi del suo Cuore, dicendo: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28).
- Nella immagine in evidenza: San Giovanni Battista nel deserto di Domenico Veneziano, sec. XV, National Gallery of Art di Washington.
