LENTINI – Basterebbe il titolo dato all’articolo che chi ci segue sta per leggere, a riassumere esaustivamente il fatto: il resto è mera cronaca. Nel cuore della notte appena passata, poco dopo le 3, un boato ha scosso il sonno dei lentinesi perbene, quello provocato dallo scoppio di un ordigno che ha fatto saltare in aria uno dei due bancomat di cui dispone la filiale cittadina della Banca nazionale del lavoro ubicata nella centralissima piazza Beneventano, peraltro ricca di telecamere di sorveglianza pubbliche e private. La tecnica è chiamata della “marmotta”, ovvero far saltare la parte del bancomat in maniera tale da permettere ai malviventi di turno di predare le banconote contenute nei cassetti erogatori dell’apparecchiatura. Bomba scoppiata, apparecchiatura divelta ma la presenza dell’apparato che macchia le banconote di rosso in caso di effrazione ha, alla fine, reso vano il lavoro della banda che ha agito indisturbata nel cuore della notte, al centro del centro di Lentini. Ciò non toglie la gravità del gesto ed i danni arrecati, ben visibili nelle foto del nostro Salvatore Di Salvo: apparecchiatura fuori uso, bussola esterna divelta, parte degli uffici interni della filiale bancaria danneggiati per le conseguenze dell’esplosione.

Le indagini prontamente avviate dalle forze dell’ordine mirano, partendo dall’acquisizione di quanto registrato dalle telecamere attive in zona, a poter risalire all’identità dei malviventi che hanno agito o comunque ad acquisire elementi utili alla loro individuazione e cattura: superfluo parlare dei disagi subiti e subendi dalla clientela della banca, del clamore che l’esplosione ha creato in città (l’assalto precedente, pochi mesi fa, aveva interessato il bancomat dell’ufficio postale Lentini centro di via Conte Alaimo, adesso sostituito e tornato in funzione). D’altronde, assolutamente non casuale il giorno prescelto, in pieno fine settimana che precede il giorno di pagamento delle pensioni: certezza, insomma, di trovare soldi sicuri… Ma questo è, come detto, mera cronaca. Ancora una volta, va ribadito e stigmatizzato che un territorio, quale che esso sia, non può un giorno sì ed un giorno no restare impresidiato. Il punto è questo! Chi agisce manu militari, non solo sa come farlo -è il suo “mestiere”- ma soprattutto quando farlo, certo di poterla fare, con altissimo grado di successo, franca nell’immediato. Il territorio, utilizzando tutte le forze di polizia presenti ed operanti in provincia, deve essere presidiato nell’arco dell’intero giorno, tutti i giorni dell’anno. E’ un problema politico e sarebbe ora che i parlamentari ed i senatori espressione della nostra provincia tuonassero nelle opportune sedi romane. Lentini, Palazzolo Acreide, Sortino e Melilli ma nel recente passato anche Francofonte e Pedagaggi hanno visto la barbarie di questi atti vigliacchi a cui dev’essere posto subitaneamente un argine. Ci rendiamo conto che questa provincia è in “buona compagnia” con le altre provincie della Sicilia orientale, ci rendiamo conto che i vuoti organici delle forze dell’ordine non si colmano dall’oggi al domani, ma ci viene difficile comprendere che lo Stato non possa rispondere, sin da subito, in maniera imperiosamente adeguata.
