Sortino chiude il suo viaggio nella tragedia greca con un ultimo appuntamento all’insegna dell’attualità dei classici. Venerdì 8 maggio 2026, alle ore 19, si terrà infatti il terzo e conclusivo incontro del ciclo “Tre lezioni sulla tragedia greca”, promosso dall’Associazione A. Gurciullo, dalla Chiesa Madre, dal Comune e dalla Pro Loco di Sortino, insieme all’associazione Valorizziamo Sortino.
L’iniziativa ha accompagnato il pubblico in un percorso di approfondimento dedicato a capolavori senza tempo: “Antigone” di Sofocle e “Alcesti” di Euripide, testi scelti – con I Persiani di Eschilo – anche per il 61° ciclo delle rappresentazioni classiche dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di quest’anno. Proprio questo legame ha reso gli incontri particolarmente significativi, inserendo Sortino in un dibattito culturale più ampio sull’attualità dei temi affrontati dal teatro antico: il conflitto tra legge e coscienza, il dolore della guerra, il sacrificio e l’amore.
Il primo appuntamento, il 10 aprile, dedicato a “Nascita e ruolo del teatro”, è stato curato dal professor Mario Blancato, che ha tracciato un quadro delle origini del teatro e della sua funzione sociale e politica nel mondo greco.
Il secondo incontro, il 24 aprile, incentrato su “Antigone e il diritto della ribellione”, ha visto l’introduzione di Daniela Cicitta, la relazione della professoressa Maria Cristina Marino e le conclusioni di padre Luigi Salonia. Un momento di riflessione sul valore della disobbedienza civile e sul conflitto tra leggi umane e leggi morali.
Dopo questi primi due appuntamenti, il ciclo si concluderà l’8 maggio con una riflessione su “Alcesti e il mito dell’amore”, del professor Paolo Madella.
Le tragedie affrontate offrono ancora oggi spunti profondi: in “Antigone”, la giovane protagonista sfida il potere di Creonte per dare sepoltura al fratello, incarnando la tensione tra legge dello Stato e giustizia morale; ne “I Persiani”, unica tragedia di argomento storico giunta fino a noi, viene raccontata la sconfitta dell’esercito persiano, mettendo in luce la hybris del potere e la sofferenza universale causata dalla guerra; in “Alcesti”, infine, il sacrificio della protagonista che accetta di morire al posto del marito diventa simbolo di amore assoluto, ma anche occasione per interrogarsi sul valore della vita e del dono di sé.
Attraverso queste tre lezioni, Sortino ha dimostrato di voler partecipare attivamente al confronto culturale contemporaneo, mostrando come i grandi testi della tragedia greca continuino a parlare al presente e a interrogare la società su questioni fondamentali. L’appuntamento finale dell’8 maggio rappresenta dunque non solo la chiusura di un ciclo di incontri, ma anche il culmine di un’esperienza condivisa che ha coinvolto studiosi, istituzioni e cittadini, confermando il ruolo della cultura come spazio vivo di riflessione e crescita collettiva.
