I sussulti dello scioglimento del comune che indica l’urgente necessità di un cambio di rotta
FRANCOFONTE – I solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima della Neve, patrona e protettrice della città, sono ufficialmente iniziati e proseguiranno regolarmente dal 5 al 12 agosto, senza subire modifiche, ridimensionamenti o interruzioni di sorta. Nonostante la delicatissima fase che sta attraversando la comunità francofontese a causa dello scioglimento dell’assise cittadina per infiltrazioni mafiose, la Chiesa Madre guidata dall’arciprete don Luca Gallina ha garantito la piena attuazione del ricco programma liturgico e folcloristico. La Chiesa Madre ha infatti garantito la piena attuazione del ricco calendario liturgico, le parole del Parroco sono state: ” la devozione mariana rappresenta in questo un punto fermo di coesione, speranza e rigenerazione morale per l’intero paese”.
Quest’anno la ricorrenza riveste una pregnanza eccezionale, celebrando il 455° anniversario dell’introduzione del culto. Inoltre, il calendario delle celebrazioni prevede per la vigilia del 4 agosto, in occasione del 38° anniversario dell’incoronazione, l’apertura della cappella, la Messa solenne e l’offerta del cero votivo con la consacrazione della città alla Madonna. Il 5 agosto, giorno della festa principale, le celebrazioni entreranno nel vivo con la prima processione per il tradizionale Giro dei Santi. A mezzogiorno, in piazza Garibaldi, si rinnoverà il secolare e attesissimo rito della consegna delle chiavi della città alla Patrona alla presenza dei Commissari Prefettizi: un gesto denso di significato che simboleggia l’affidamento spirituale della comunità, l’atto d’omaggio delle istituzioni civili e il profondo desiderio di riscatto morale e legalità.

La giornata proseguirà poi con la solenne processione serale lungo le vie principali. Per l’Arcidiacono: “la Fede e la presenza dello Stato tracciano sempre la strada condivisa del riscatto civile e sociale del territorio”. I festeggiamenti culmineranno infine il 12 agosto con l’Ottava, caratterizzata dai tradizionali tre giri attorno a piazza Garibaldi, lo spettacolo pirotecnico e il rientro dell’immagine sacra in Chiesa Madre. A dare un segnale di forte vicinanza e coesione sarà proprio la partecipazione diretta della gestione commissariale, testimonianza di una volontà comune di ripartire dai valori autentici e dalle radici della cittadina.
Questo momento di forte coesione spirituale si inserisce tuttavia in un contesto politico e amministrativo particolarmente infuocato. La recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della relazione prefettizia ha infatti scatenato un’ondata di polemiche, sdegno e accesi confronti in tutto il paese. Di fronte alle dettagliate contestazioni, i vertici uscenti dell’amministrazione comunale hanno scelto la via del silenzio, senza rilasciare dichiarazioni pubbliche, sebbene in molti in città confidino che gli ex amministratori sapranno chiarire la propria posizione e dimostrare la correttezza del proprio operato nelle sedi preposte. Comunque non mancano i commenti politici e sociale su quanto accaduto. Dalle opposizioni si sollevano reazioni contrastanti tra la rivalsa politica e l’amarezza per le sorti della cittadina. Il Partito Democratico, con Ilaria Palermo e la coordinatrice di “Francofonte Futura” Valentina La Rocca, evidenzia come gli atti confermino un quadro drammatico: «La relazione descrive un contesto gravissimo, con una macchina comunale risultata permeabile a interessi criminali. La verità non appartiene a una fazione, ma appartiene all’intera Francofonte». Sulla stessa scia si colloca la lapidaria affermazione di Alessia Piccione: «A quanto pare non eravamo pazzi. Il Re è nudo e gli OMISSIS sono smascherati». Di diverso avviso è l’ex consigliere di opposizione Nuccio Randone, che esprime il rammarico per una sconfitta che ritiene collettiva: «Ho combattuto per anni con coerenza, perdendo persino amicizie. Oggi mi sento sconfitto: abbiamo perso tutti, politica e cittadini. Che nessuno si senta assolto, è tempo di rimboccarsi le maniche e ricostruire gratuitamente il tessuto sociale». Nei luoghi di ritrovo e sui social prevalgono la disillusione e lo scetticismo della gente comune, ben riassunti dal post del cittadino Alessandro Todaro: «È solo una battaglia tra polli. Giustizia sociale non c’è mai stata e mai ci sarà, le 40 pagine lasciano il tempo che trovano e chi è ultimo rimane ultimo». A queste parole fanno riscontro i commenti di Carlotta Selvaggi, che confida nel ripristino della legalità da parte della gestione commissariale, e di Cinzia Inserra e Rosita Russo, che vedono nello scontro verbale solo l’avvio della campagna elettorale. Tra la devozione mariana che unisce i fedeli e le spaccature della politica, Francofonte si ritrova così a vivere giorni decisivi per la propria storia e per il proprio riscatto civile.
