La notizia del ritorno di Cammino in edicola, ed anche sul web, è un segno importante per Siracusa e per tutta la nostra Diocesi. Cammino da sempre rappresenta uno strumento a servizio della storia locale, dell’azione pastorale della Chiesa e non solo.

Un’agorà dove poter dialogare su fatti e progetti, su valori e argomenti che segnano il nostro cammino di ogni giorno. Uno strumento per le Parrocchie della Diocesi e per la condivisione di momenti di spiritualità.

Da piccolo, quando ho iniziato a muovere i primi passi nella Chiesa siracusana, entrando in Seminario, ho conosciuto Cammino, che poi mi ha introdotto nell’itinerario formativo del giornalismo.

Ora, che da dieci anni sono giornalista, dovendo approfondire e cercare notizie riguardanti la costruzione del Santuario e la Visita Pastorale di San Giovanni Paolo II a Siracusa, ho provato grande emozione nello sfogliare le pagine del settimanale di quegli anni: una vera e propria enciclopedia del cammino della Chiesa siracusana. Una fonte diretta che mi ha permesso di rivivere – nelle immagini e nelle parole dei colleghi – eventi ed azioni pastorali cadenzati da un ritmo settimanale, sempre attento e puntuale.

Nessun quotidiano e nessuna rivista è riuscita, ad oggi, a fotografare gli avvenimenti della nostra diocesi alla stregua di Cammino. Certamente, a volte con modalità ritenute discutibili da qualcuno, ma sempre in modo incisivo. In fin dei conti, la pluralità è ricchezza, è offerta formativa e, come tale, va tutelata e rispettata. Chi non ha cura della storia della propria Città e della propria Chiesa. rischia di insabbiarne la memoria e di non contribuire alla crescita umana e spirituale della società.

Una parola può accomunare quanti – come Mons. Sebastiano Gozzo, Mons. Alfio Inserra e Padre Pippo Lombardo, insieme a quanti ancora oggi confidano in questa missione, come Orazio Mezzio, nuovo direttore responsabile di Cammino, e tanti giornalisti, giovani o meno giovani – che hanno creduto e credono in questo strumento di comunicazione sociale ed ecclesiale, offrendo il loro significativo contributo per mantenere in vita questo strumento significativo nel solco della storia della Chiesa siracusana. Questa parola è GRAZIE!

Grazie, perché ciascuno con la propria professionalità e responsabilità, per amore della verità, per l’annuncio del Vangelo ed il servizio alla Chiesa siracusana, contribuisce a leggere la storia di oggi e a mantenerne la memoria per chi verrà dopo.

Grazie e ad Maiora semper !

(*) Assistente ecclesiale diocesano dell’Ucsi

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