La Camera alta del parlamento giapponese ha approvato un disegno di legge contenente norme specifiche per la lotta al nuovo Coronavirus che inciderà sulle libertà e i diritti individuali dei cittadini. La legge appena approvata stabilisce in particolare che, previa consultazione e indicazione di esperti sulla presenza del rischio di una rapida e virulenta diffusione del Covid-19 a livello nazionale che metta in serio pericolo la vita dei cittadini e le loro condizioni sociali ed economiche, il capo del Governo ha il potere di dichiarare lo stato di emergenza

Tokyo – Il pomeriggio del 13 marzo la Camera Alta del parlamento giapponese, riunita in seduta plenaria, ha approvato in via definitiva e a larga maggioranza, un disegno di legge contenente norme specifiche per la lotta al nuovo Coronavirus.
Il nuovo pacchetto di norme entrerà a far parte di una precedente legge emergenziale del 2013, relativa a misure straordinarie di contrasto alla diffusione di malattie infettive, varata a seguito del grande terremoto, dello tsunami e del conseguente incidente nucleare della centrale di Fukushima
del marzo 2011.
La dichiarazione di pandemia decisa dall’Oms l’11 marzo, l’aumento nel Paese del numero di persone contagiate e l’esigenza pressante, in vista delle prossime Olimpiadi, di comunicare a livello internazionale l’immagine di un Giappone in grado di porre in atto azioni efficaci e drastiche di contrasto all’espandersi del virus, hanno compattato i diversi schieramenti politici del Sol Levante che hanno votato quasi all’unanimità, con 216 voti favorevoli e con i soli 18 voti contrari del Partito Comunista, il provvedimento presentato al Parlamento.
I membri dei diversi partiti, se pur con differenti posizioni emerse nel dibattito parlamentare e nei lavori preparatori, hanno deliberato in tempi rapidissimi la nuova normativa che, attribuendo poteri straordinari al Premier ed ai Governatori delle 47 Prefetture nipponiche,

inciderà anche sulla libertà e sui diritti individuali dei cittadini.

La legge appena approvata stabilisce in particolare che, previa consultazione e indicazione di esperti sulla presenza del rischio di una rapida e virulenta diffusione del Covid19 a livello nazionale che metta in serio pericolo la vita dei cittadini e le loro condizioni sociali ed economiche, il capo del Governo ha il potere di dichiarare lo stato di emergenza qualora si presenti come ”urgente e inevitabile”, indicandone la durata e le aree coinvolte. A seguito della dichiarazione i Governatori locali potranno a loro volta deliberare autonomamente provvedimenti relativi alla limitazione della libera circolazione dei residenti nella Prefettura di competenza e vietare o regolamentare l’utilizzo delle strutture scolastiche e più in generale di tutte quelle che possono accogliere un numero elevato di persone, come impianti sportivi, sale cinematografiche ed i tradizionali onsen, i centri termali tanto frequentati dai giapponesi e diffusi in tutte le città del Giappone. Alla nuova disciplina è stata tuttavia fissata una scadenza individuata nella fine di gennaio 2021.

Aspetti critici della nuova legge sono considerati la possibilità del Primo Ministro di dichiarare lo Stato di emergenza senza previa consultazione del Parlamento ed il potere attribuito ai Governatori locali di intervenire sulla libertà personale e sui diritti individuali dei cittadini.

I rappresentanti dei partiti, dopo l’approvazione, hanno manifestato queste preoccupazioni nelle diverse dichiarazioni rese alla stampa, come il rappresentante del Partito Democratico del Giappone Tamaki che ha detto ai giornalisti: “Lo stato d’emergenza potrebbe porre una forte restrizione alle libertà personali dei cittadini e quindi monitoreremo con molta attenzione l’azione del governo per garantire che le condizioni poste dalla legge siano rispettate”. Il deputato di maggioranza Seko, segretario generale del Partito democratico liberale in una conferenza stampa ha invece affermato “È una legge con misure speciali molto importanti per rispondere a una situazione di crisi. L’Oms ha dichiarato che siamo di fronte a una pandemia e noi, pur sperando che non si riveli necessario, nell’improbabile eventualità che le cose dovessero peggiorare, grazie a queste nuove norme saremo in grado di intraprendere un’azione molto incisiva in base a regole precise”. Ha inoltre aggiunto che la dichiarazione di emergenza non dovrà essere determinata da fattori politici, in quanto comporta anche restrizioni ai diritti individuali, ma dovrà essere presa sulla base delle valutazioni e del giudizio degli esperti.
Sulla nuova normativa “anti nuovo corona virus”, approvata nel pomeriggio del 13, promulgata nella stessa notte ed entrata in vigore già il 14, il Primo ministro Shinzo Abe ha voluto esprimere il punto di vista ufficiale del Governo in una tempestiva conferenza stampa tenuta alle 18.00 dello stesso 14 marzo.

“Questa è solo una legge per essere preparati in caso di emergenza” ha affermato il Premier precisando che “Il numero di colpiti da virus in Giappone è pari a 0,06 persone su 10mila, inferiore a quello della Corea del Sud, della Cina, dell’Italia e di altre nazioni. Attualmente quindi non siamo in presenza di una situazione tale per cui dichiarare lo stato d’emergenza. Tuttavia – ha concluso – le cose stanno cambiando di ora in ora: se necessario, per proteggere la vita e la salute della nostra gente, intraprenderemo le azioni necessarie nel rispetto della nuova legge e secondo le procedure da essa stabilite”.In riferimento ai futuri provvedimenti da varare per contrastare l’impatto dell’epidemia sulla situazione economica ha evidenziato come l’attuale priorità del Governo sia prevenire la diffusione dell’infezione, ma che sono allo studio misure “drastiche e senza precedenti” anche in campo economico al fine di riportare l’economia giapponese verso una solida traiettoria di crescita.
Il Premier ha terminato la conferenza ricordando ai giornalisti che quella che si sta combattendo:
“Non è una battaglia solitaria del Giappone. Il mondo intero si trova di fronte a un nemico comune che è il nuovo coronavirus. Il G7 ed il G20 potranno contribuire a predisporre una risposta unitaria della comunità internazionale, anche in campo economico. Possiamo superare qualsiasi difficoltà se saremo capaci di lavorare insieme”.

 Massimo Succi

(*) Sir – Agenzia di informazione per la Federazione italiana settimanali cattolici.

(Foto ANSA/SIR)

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