Titolo della settimana: Il ladro di bambini di Gianni Amelio, 1992.
La storia di Antonio – un superbo Enrico Lo Verso – un carabiniere che ha il compito di scortare una ragazzina, Rosetta, e il fratellino Luciano in un orfanotrofio di Civitavecchia, ma l’istituto nega l’accoglienza ai due bambini, a questo punto la destinazione diventa la Sicilia.
Il film di Amelio  vincitore a Cannes del premio speciale della giuria, percorre lo stivale, ma stavolta in senso inverso. Si parte da Milano per toccare Bologna, Roma, la Calabria e infine la Sicilia. Ma è anche un viaggio interiore e morale che i tre affrontano strada facendo. Soprattutto Antonio, inizialmente restio al compito affidatogli.
I tre, abbandonati al proprio destino dallo stato e dalle istituzioni, vivono le contraddizioni di una nazione che ha smarrito la solidarietà e  la propria identità. Parecchi sono i motivi per riscoprire questa pellicola del 1992 di Gianni Amelio che con Cosi ridevano e Lamerica ci regala una trilogia sulla famiglia: imperdibile per chi ama il cinema.
Amelio, azzardiamo, si dimostra in questo film il miglior regista vivente nel far recitare i bambini, tanto da essere accostato a Vittorio De Sica, di cui egli stesso è un grande estimatore: lo stesso titolo Il ladro di bambini può essere senz’altro visto come un chiaro riferimento-omaggio a Ladri di biciclette e a tutto il neorealismo, che Amelio sempre attento alle problematiche e agli accadimenti del nostro paese ripropone ai giorni nostri. Oltretutto la pellicola  è un Road Movie: genere che in passato ha regalato al nostro cinema capolavori come Il sorpasso o film indimenticabili come Pane e tulipani.
Ma torniamo al film di questa settimana, dove il lungo viaggio dei “nostri” si conclude in Sicilia, a Marina di Ragusa e la mattina seguente, in una delle sequenze più belle del film insieme a quella del pranzo in Calabria, tutta la comitiva farà il bagno in una splendida spiaggia del posto. Un’altra scena da ricordare è quella girata a Noto dove possiamo ammirare il Palazzo Ducezio e la Cattedrale la cui bellezza lascia a bocca aperta Rosetta. Il film si chiude a Gela davanti all’edificio scolastico di via Venezia. Musiche del film affidate a Franco Piersanti con in più due hit musicali dell’epoca: I Maschi di Gianna Nannini e Con le mani di Zucchero. Scritto dal duo Rulli e Petraglia. Il ladro di bambini, un piccolo gioiello da custodire è uno spaccato della nostra società contemporanea  su cui riflettere. Vedere per credere.
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