La chiesa di San Paolo in Ortigia, alla presenza dell’arcivescovo Francesco Lomanto, ha rinnovato la memoria del passaggio siracusano dell’apostolo delle genti, san Paolo: “…in attesa di una nuova Damasco” di conversione. Di seguito riportiamo il discorso di don Rosario Lo Bello, Parroco della chiesa di San Paolo in Siracusa, tenuto per celebrare l’evento, giorno 11 marzo 2022.

Dopo aver lasciato Malta, sbarcò a Siracusa dove sostò tre giorni. Da Malta salpò con i Dioscuri, una nave alessandrina Παρακεχειμακότι ἐν τῇ νήσῳ (Atti 28,11). Poiché il participio perfetto indica un’azione anteriore a quella del verbo principale, i Dioscuri “avevano svernato” e non già “stavano svernando” nell’isola. Si era, dunque, alla fine dell’inverno quando Paolo partì per Roma.

Da quanto ci dicono gli scritti si ipotizza che Paolo, navigando sui Dioscuri che «avevano svernato» a Malta, sbarcò verosimilmente a Siracusa nel mese di marzo fra il giorno dieci e l’undici. Ulteriori precisazioni ci sembrano poco possibili. Come poco possibile ci sembra stabilire con certezza che lo sbarco avvenne nel 60 anziché nel 61 o viceversa.

Dunque nel marzo 60-61 drizzarono la prora verso il porto greco di Siracusa – detto Porto Marmoreo – i marinai della nave di Paolo.

Il porto marmoreo fronteggiava proprio il tempio di Apollo e quindi l’apostolo, giunto a Siracusa, si trovò di fronte allo stesso scenario che oggi noi ammiriamo.

La Parrocchia di San Paolo in Siracusa, nel tempo,  ha  voluto sempre ricordare questo importantissimo evento che ha significato per la nostra città, e non solo, uno squarcio di luce capace di illuminare, nell’amore di Gesù Cristo,  le terre battute dai passi del nostro Santo.

Tra le varie iniziative abbiamo coinvolto anche l’intero quartiere peregrinando nelle viuzze della Graziella di Ortigia, ricordando i tanti martiri del secolo scorso che hanno testimoniato gli insegnamenti dell’apostolo Paolo.

Mentre Malta festeggia il passaggio dell’Apostolo il 10 febbraio, nell’antico calendario della diocesi di Siracusa si celebrava l’11 marzo. Così quest’anno l’arcivescovo Francesco Lomanto è venuto dall’antica chiesa di San Paolo a celebrare la messa con tutta la comunità.

San Paolo, inviato speciale di tutte le epoche, cronista della Storia e di quella che ogni giorno viviamo, nell’attesa di una nuova Damasco che coinvolga l’intera umanità, ci possa tenere uniti contagiandoci il Suo innamoramento per Cristo.

 

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