Ho letto e riletto il “Messaggio ai Candidati alla guida della Regione Siciliana e a tutti i Siciliani” che i Vescovi siciliani hanno pubblicato lo scorso primo settembre 2022.

Si tratta certamente di un interessante e corposo documento che i Pastori delle Chiese di Sicilia (come “compagni di strada”) offrono a tutti con parecchi spunti di riflessione in vista delle elezioni regionali del prossimo 25 settembre, “in un momento così difficile e complesso”, con la responsabilità che loro condividono “affinché la nostra terra torni ad essere una comunità di vita, di orizzonti, di speranze”.

Il “Messaggio” dell’Episcopato siciliano va innanzitutto letto con la dovuta attenzione in ogni suo aspetto e – a mio parere – non può essere deturpato con  alcune visioni pregiudiziali delle grosse testate giornalistiche.

Preme adesso soltanto porre, assieme ai Lettori, alcune semplici domande sulla prevedibile reale rilevanza pratica di tale Appello per un impegno responsabile dei candidati e degli elettori siciliani.   

Sarà letto, compreso, attuato?

Realisticamente, ritengo che la stragrande maggioranza dei Siciliani purtroppo non lo leggerà nemmeno, essendo occupata in tante altre faccende. Così pure tanti preti, diaconi, religiosi e schiere di laici variamente impegnati, distratti dalle ordinarie pressanti occupazioni.

Dagli “addetti ai lavori” sarà poi, probabilmente, compreso secondo le proprie precostituite vedute di parte politica, facendo magari dire cose diverse con interpretazioni prettamente ideologiche.

Infine la pratica attuazione degli alti principi indicati dai Vescovi sarà tutta rimessa all’attività legislativa ed amministrativa dei futuri “Onorevoli” dell’Assemblea Regionale Siciliana.

E su quest’ultimo punto sarà molto interessante sapere cosa faranno i “cattolici” che saranno eletti, sparsi e dispersi nei vari partiti e movimenti. Agiranno in coerenza con il responsabile Messaggio dei presuli siciliani?

Personalmente ho alcuni fondati dubbi perché i cosiddetti “cattolici” sono da tempo ormai irrilevanti, in un clima generale di grande confusione sociale e politica. Spesso, almeno a livello nazionale, sono anche ininfluenti – a mio parere – per mancanza di vero coraggio nel custodire e difendere fondamentali valori della Società.

In particolare, la “formazione” politica nei partiti appartiene ormai al passato remoto e, da circa trent’anni, è sconosciuta dalle nuove fragili e disorientate generazioni. Il ricorrente e vergognoso “cambio di casacca” attesta questa grave confusione e certamente non lascia ben sperare sulla futura coerenza di tutti.

Nulla da fare allora? No, non resta che insistere fortemente, in ogni occasione, per una collettiva rinascita dell’impegno sociale e per una reale ed etica metamorfosi della attuale politica. Per il prossimo 25 settembre occorre innanzitutto che l’elettorato siciliano e i numerosi candidati  abbiano rigorosa attenzione e profondo senso di responsabilità.

Magari andando pure a leggere il citato Messaggio dei Vescovi siciliani.

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