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Ragazze in treno: razziste o maleducate? Parola chiave: ri-educare.

Ragazze in treno: razziste o maleducate?  Parola chiave: ri-educare.

L’educazione è merce rara, intesa non solo come formazione culturale. Dal vocabolario Treccani, “educazióne, dal lat. educatioonis, der. di educare: v. educare, in generale, l’attività, l’opera, e anche il risultato di educare, o di educarsi, come sviluppo di facoltà e attitudini, come affinamento della sensibilità, come correzione del comportamento, come trasmissione e acquisizione di elementi culturali, estetici, morali […]..”

In pedagogia è “quell’insieme di processi attraverso i quali un individuo acquisisce conoscenze, abilità e valori”. Un processo che dura tutta la vita.

Teatro della vicenda è il treno che porta dal lago di Como a Milano. Protagoniste tre ragazze italiane, studentesse universitarie, che ridono di una donna cinese e del figlio, ripetendo frasi in cinese in modo “odioso e razzista”, precisa l’autrice del video postato su TikTok, Mahnoor Euceph.

Le riprese fanno il giro del web e in poche ore totalizzano milioni di visualizzazioni. La situazione è grave. Le parole dell’influencer non lasciano dubbi: “In vita mia non avevo mai sperimentato un razzismo così palese”.

Dopo che le università, Bicocca, Iulm e Cattolica di Milano, alle quali sono iscritte le ragazze hanno preso le distanze dall’accaduto, seguono messaggi di scuse dalle ragazze. Il messaggio dell’influencer è chiaro: le ragazze vengono tacciate di razzismo e hanno rovinato la reputazione non solo personale ma anche del paese che rappresentano.

La questione si pone: le ragazze sono razziste o maleducate? Il confine è davvero sottile. Il razzismo rasenta sempre la maleducazione e la maleducazione presuppone mancanza di cultura, soprattutto quella dell’accettazione.

La cultura comprende sempre il rispetto dell’altro, della sua persona, cultura, sensibilità e molto altro.

L’episodio ci fa riflettere: bisogna rimboccarsi le maniche e guardare con più attenzione alla preparazione dei giovani. Laureati o meno devono sempre avere chiari i valori morali ed etici. Non ci sono giustificazioni per comportamenti che offendono la morale e soprattutto la persona.

Chiedere scusa non basta, si può fare altro. Si deve partire dalle basi. La parola chiave è ri-educare.

Prima di educare i ragazzi è necessario educare gli adulti. La regola d’oro è dare il buon esempio. Il dialogo aiuterà entrambi a crescere: confrontandosi adulti e ragazzi troveranno la strada per maturare.

E la mancanza di regole fondamentali di educazione condivise favorisce l’humus per far attecchire vicende ancora più gravi di cui le cronache di questi giorni ci raccontano nella loro drammaticità.

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