Proponiamo una testimonianza particolarmente interessante circa la canonizzazione di Pier Luigi Frassati
Un uomo, Pier Giorgio Frassati ieri canonizzato da Papa Leone XIV assieme a Carlo Acutis, di cui, sin dalla sua morte, il popolo di Dio avvertiva il profumo di santità. Tanto da far interrogare un non credente come Filippo Turati che gli dedicò, nel luglio del 1925, un articolo sul quotidiano socialista “Avanti!“. Il professore Salvatore Iannitto, presidente della sezione lentinese del Movimento ecclesiale d’impegno culturale, lo ripropone e, benchè sia stato scritto appena un secolo fa, rifulge per la sua attualità. A seguire il testo dell’articolo scritto pochi giorni dopo la morte di Piergiorgio Frassati da Filippo Turati, famoso antifascista, uomo di punta del socialismo italiano e non credente, è una delle più belle testimonianze sul giovane ieri proclamato santo.
« Era veramente un uomo, quel Pier Giorgio Frassati che la morte a 24 anni ghermì. Ciò che si legge di lui è così nuovo e insolito che riempie di riverente stupore anche chi non condivide la sua fede. Giovane ricco, aveva scelto per sé il lavoro e la bontà. Credente in Dio, confessava la sua fede con aperta manifestazione di culto, concependola come una milizia, come una divisa che si indossa in faccia al mondo, senza mutarla con l’abito consueto per comodità, per opportunismo, per rispetto umano. Convintamente cattolico e socio della gioventù cattolica universitaria della sua città, disfidava i facili scherni degli scettici, dei volgari, dei mediocri, partecipando alle cerimonie religiose, facendo corteo al baldacchino dell’Arcivescovo in circostanze solenni.
Quando tutto ciò è manifestazione tranquilla e fiera del proprio convincimento e non esibizione ostentata per altri scopi, è bello e onorevole … Ma come si distingue la “confessione” dalla “affettazione”? Ecco la vita è il termine di paragone delle parole e degli atti esteriori che altrimenti valgono ben poco. Quel giovane cattolico era anzitutto un credente. (…) Tra l’odio, la superbia e lo spirito di dominio e di preda, questo “cristiano” che crede, e opera come crede, e parla come sente, e fa come parla, questo “intransigente” della sua religione, è pure un modello che può insegnare qualcosa a tutti »
(*) Filippo Turati, Avanti!, luglio 1925
