SIRACUSA – Confronto, riflessione, preghiera, conoscenza da remoto: è l’esperienza che gli scout della zona aretusea hanno vissuto, in occasione della Giornata mondiale dello scoutismo celebrata sabato e domenica, ospitati nei locali della parrocchia S. Corrado della Mazzarrona. L’esperienza è stata di quelle ‘forti’ ed attuali allo stesso tempo, in quanto gli scout aretusei sono stati in collegamento con quelli palestinesi, nello specifico della martoriata Gaza, e quelli dell’altrettanto martoriata Ucraina che da tre anni vive l’incubo della guerra scatenata da una Russia alla ricerca della “grandeur” sovietica dei tempi che furono. E’ stato un momento di scambio e preghiera comune per la pace in un contesto nel quale gli scout della Palestina hanno dovuto terminare anticipatamente il collegamento perchè avvertivano il rumore degli aerei in transito e perchè comunque l’autonomia elettrica è ancora ben lungi dall’essere stata ristabilita.

Don Claudio Magro, assistente ecclesiastico Agesci per la Zona aretusea, sottolinea la valenza di questa esperienza, a partire da “uno dei tanti messaggi scambiati con i palestinesi (sopra, nella foto): non conoscendo altre lingue abbiamo utilizzato le chat per parlare e messaggiare anche con gli altri gruppi scout collegati. Durante l’incontro online, sempre i palestinesi ci hanno comunicato la presenza di aerei sopra la loro zona, nonostante la pace; poco dopo hanno dovuto interrompere tempestivamente e lasciare il collegamento, durato oltre un’ora. Durante questo tempo (italiani, ucraini e palestinesi) abbiamo avuto modo di rinnovare la promessa scout, ciascuno nella sua lingua e metodo, fare dei canti, guardare alcune brevi videoclip delle attività svolte. La conclusione è culminata con la recita del Padre nostro e la benedizione”. La pace attraverso il confronto ed il dialogo passa anche per momenti piccoli ed apparentemente poco rilevanti come questi, capaci in realtà di essere lievito di quel rinnovamento delle coscienze attraverso il quale si può ottenere quello che la diplomazia, finora, non è riuscita a centrare (e meno che mai le piazzate organizzate).


