Vermiglio (2024) di Maura Del Pero
Vermiglio. Remoto paesino tra le montagne del Trentino. Verso la fine della Seconda guerra mondiale vi trovano rifugio due disertori: Attilio, nato in quei luoghi, e Pietro, un siciliano a cui deve la vita. Il loro arrivo sconvolge la quiete della famiglia Graziadei, composta dal capofamiglia Cesare – maestro del paese – dalla moglie e dalla loro numerosa prole.
Lucia, la primogenita, s’innamora di Pietro, ricambiata. L’uomo, nel frattempo, frequenta le lezioni serali tenute dal maestro. I due si sposano e la ragazza rimane incinta. Arriva il 25 aprile, giorno della Liberazione: Pietro deve affrontare un viaggio in Sicilia. Il suo ritorno a Vermiglio si fa attendere, mentre la vita del paese continua, sospesa tra speranza e ricordo.
Vermiglio, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2024, dove si è aggiudicato il Leone d’argento, segna un gradito ritorno del cinema italiano alla tradizione neorealista, con echi di Olmi e – se vogliamo – di Avati. Maura Del Pero firma un film di grande intensità narrativa, capace di riportarci alla (ri)scoperta di un mondo antico e rurale, accompagnando lo spettatore in punta di piedi all’interno di una piccola, grande storia di quotidianità e umanità.
Il film lavora sui personaggi, sui silenzi, sulle atmosfere e su un paesaggio sospeso, sostenuto da una ricostruzione storica accurata. È l’ennesima dimostrazione che, quando ci sono le condizioni e le chiavi giuste, il cinema italiano sa ancora raccontare storie di qualità. Le ultime stagioni, del resto, testimoniano una svolta positiva dopo anni di grigiore.
La regia della Del Pero, rigorosa e ispirata, consente anche ad attori teatrali esordienti di entrare nei personaggi con naturalezza. Un plauso particolare va ai bambini e a Tommaso Ragno, semplicemente formidabile, ma l’intero cast convince per coesione e misura.
I sottotitoli in trentino rafforzano la verosimiglianza del racconto. Scenografia, montaggio, musica e costumi si fondono armoniosamente, mentre il finale chiude il cerchio con un’idea di cinema alta, quasi fuori dal tempo.
Con Vermiglio, il cinema italiano torna prepotentemente ai suoi migliori livelli. Il film è stato selezionato per rappresentare l’Italia ai Premi Oscar 2025.
Buona visione.
