LENTINI – La sala conferenze del Museo archeologico regionale cittadino ospiterà mercoledì, alle ore 16.30, la presentazione del libro “Storia d’amore e d’archeologia” di Mariella Fiume. Sono previsti gli interventi, -dopo i saluti del dottore Agostino Messana, direttore del Parco archeologico di Leontinoi e Megara- del professore Massimo Frasca, della direttrice artistica di “Naxoslegge”, Fulvia Toscano, e dell’autrice. Perchè presentare questo libro in un museo e proprio in quello di Lentini? Perchè la professione ha portato l’archeologo rumeno Dinu Adamesteanu (1913-2004), esule in Italia per sfuggire alle grinfie delle trucida tirannide del dittatore comunista Ceausescu, a Lentini -ma non solo- a scavare nella zona archeologica di S. Mauro, in un periodo in cui lo slancio civile del dopoguerra mobilitava anche in città tante intelligenze di diversa sensibilità. E così, tra uno scavo ed un sopralluogo, tra una riunione ed un pranzo, Adamesteanu per tutti i lentinesi diventava -semplicemente- “Don Bastianu”, di fatto lentinese a pieno titolo pure lui! Ma l’amore, quello vero, scoppia quando l’archeologo incrocia nella sua vita la neuropsichiatra infantile inglese Daphne Phelps ( 1911-2005), nipote del pittore Robert Kitson, da cui eredita una bella dimora a Taormina, che fa da sfondo alla loro relazione. E così tra citazioni, testimonianze mixate a dovere, romanzo e biografia ricostruiscono i profili di questi due personaggi. Un’occasione per ricordare, a Lentini, la figura di un valente archeologo che tanto ha fatto per la conoscenza di Leontinoi e delle sue vestigia.
Se archeologia ed amore fanno rima con Sicilia (ed un po’ anche con Lentini): Dinu Adamesteanu, Daphne Phelps e le loro lettere
