Avanti trotterellando verso un nuovo mondo dai confini incerti.

Mentre l’attuale presidente degli Stati Uniti definisce la sua dottrina umiliando l’Europa “dei regolamenti”, in Italia il parlamento nazionale prova a varare l’ennesima riforma elettorale nipote dell’anticostituzionale “Porcellum” e la Regione Siciliana capitanata da Renato Schifani sta lavorando alacremente per ottenere la figura del “deputato supplente”.

Cioè mentre i poteri imperialistici del mondo stanno minacciando in tutti i modi la sopravvivenza della tradizione democratica dell’Europa conquistata nel tempo a caro prezzo, dalle nostri parti i gruppi partitici continuano l’arrembaggio alla diligenza pubblica cercando ogni espediente per mettere irritualmente profonde radici negli scranni assembleari.

Gli scandali sulla gestione della sanità con la progressiva e sostanziale riduzione dei nuovi medici registrata nel tempo  è solo una delle conseguenze della mancanza di rispetto dell’importante ruolo ricoperto da chi amministra in nome e per conto del popolo sovrano.

Adesso la costosa, clientelare e anticostituzionale riforma dei “deputati supplenti” è l’ennesimo schiaffo alle famiglie siciliane che vedono partire i loro figli per trovare gratificazione oltre lo stretto, ponte o non ponte. Con gli stessi iniziali 12 milioni di euro che servono per creare patti di governo scellerati, si potrebbero pagare 120 venti ottimi ricercatori universitari dotati di adeguati fondi per far diventare l’isola attrattiva per studenti da tutto il mondo e per imprese innovative a cui serva un valido supporto di ricerca.

Cosa c’è di “onorevole” in un contesto così gravido di scandali, ben ultimo quello del “Collegio d’Europa”, da ostentare ancora certi titoli a cui non crede più nessuno, non è dato sapere.

E per favore, che non si scomodino Sturzo, De Gasperi, Berlingur per vantare nobili lignaggi: qua è proprio un’altra storia!

 

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