Lucida strategia, biechi giochi di lobby o criminale ignoranza dello stato delle cose: cosa si cela dietro la cronica mancanza di medici di base e pediatri nelle periferie municipali?
Perché, a fronte dei ritardi della Regione Siciliana nell’approvazione delle graduatorie per i medici di medicina generale, non si è provveduto a prorogare o programmare il pensionamento dei medici più anziani ed esperti, preferendo invece l’assegnazione di temporanei medici part time?
L’ipocrisia nel chiamare le realtà territoriali “Aziende” e nel selezionare l’ingresso nelle facoltà di Medicina con test discutibili sta producendo i suoi frutti avvelenati: una sanità sempre più in balia di giochi di potere, come dimostrano le vicende giudiziarie che si susseguono senza soluzione di continuità. Una situazione che diventa ancor più inaccettabile per una popolazione sempre più anziana, che ha bisogno di un medico capace di conoscere la storia clinica del paziente, così come di pediatri in grado di accompagnare con adeguata attenzione i già rari bambini.
Di fronte a questo scenario, che ha il sapore di un cinico gioco di interessi e di una miope corsa a chi approfitta di più delle ingenti risorse sanitarie in gioco, le reiterate promesse del nuovo ospedale di Siracusa — addirittura di secondo livello — sembrano configurarsi come un’arma di distrazione di massa. Quale prospettiva, quindi, per le nostre comunità, di fronte alla povertà di empatia di chi si è abbarbicato sulle poltrone pubbliche?
