Un esempio di integrazione costruita giorno dopo giorno
Una storia di migrazione, attesa e speranza che si trasforma in un nuovo inizio. La comunità di Canicattini Bagni si prepara ad accogliere ufficialmente, giovedì 9 aprile, tre giovani arrivati dall’Etiopia che dopo cinque anni hanno potuto riabbracciare la madre, Emebet, e il fratellino più piccolo.
L’iniziativa, significativamente intitolata “Tegenagnè – Di nuovo insieme”, si terrà alle 17 nell’aula consiliare di via Principessa Iolanda. Un momento pubblico voluto dall’amministrazione comunale per condividere con la cittadinanza una vicenda che intreccia accoglienza e diritti, ma soprattutto il valore del ricongiungimento familiare.
Emebet era giunta in Italia nel 2021, al termine di un viaggio lungo e traumatico, portando con sé solo il figlio più piccolo, allora di due anni. Gli altri tre – oggi di 19, 16 e 15 anni – erano rimasti in Etiopia. Dal gennaio 2023 la donna è ospite, insieme al bambino, del progetto di accoglienza SAI Obioma, gestito dall’impresa sociale Passwork, dove ha iniziato un percorso di integrazione e autonomia.
Fin dal suo arrivo, il pensiero costante è stato uno: riunire la famiglia. Un obiettivo raggiunto martedì 7 aprile, quando i tre ragazzi sono atterrati all’aeroporto di Catania, accolti dall’affetto degli operatori del progetto, dell’amministrazione comunale e degli altri ospiti della struttura.
Dietro il ricongiungimento, un lavoro lungo e complesso: dalle pratiche legali avviate dal progetto alle attività di supporto sociale e amministrativo, che hanno reso possibile il ricongiungimento dopo anni di separazione.
La storia di Emebet è anche un esempio di integrazione costruita giorno dopo giorno. La donna ha frequentato il CPIA locale, conseguendo la licenza media nell’anno scolastico 2024/2025, mentre il figlio più piccolo è stato inserito nel sistema scolastico cittadino. Nei prossimi mesi inizierà inoltre un tirocinio formativo nel settore della ristorazione a Siracusa, primo passo verso un’autonomia economica.
Per i tre ragazzi appena arrivati si apre ora una nuova fase: saranno inseriti in corsi di lingua italiana e accompagnati in un percorso di inclusione sociale e amministrativa, con il supporto degli operatori e del Comune.
L’appuntamento di giovedì non sarà soltanto una cerimonia istituzionale, ma un abbraccio collettivo. Un segnale forte di una comunità che, da anni, fa dell’accoglienza e dell’integrazione un tratto distintivo. Perché, come sottolineano dal Comune, il primo diritto da garantire è quello di tornare a essere una famiglia.
