Da Siracusa a Leone XIV: un appello alla pace contro i toni che dividono l’Occidente e il mondo
Pubblichiamo il testo integrale della lettera di vicinanza che l’arcivescovo di Siracusa ha inviato a Papa Leone XIV a seguito degli attacchi subiti dal presidente degli Stati Uniti Trump e dell’eco stonata del suo vice Vance. Ci piace rilevare che la Chiesa di Siracusa è considerata la prima d’Occidente, avendo accolto l’apostolo Paolo nel suo viaggio verso Roma. Colpisce, in questo contesto, il tono, il linguaggio e i contenuti espressi da esponenti dell’amministrazione di un Paese che un tempo non lontano si vantava di essere guida dell’Occidente cristiano e democratico. C’è dunque molto su cui riflettere, soprattutto riguardo all’urgenza del messaggio di Leone XIV – come sottolineato da mons. Lomanto – in un tempo segnato da conflitti diffusi, tensioni internazionali, polarizzazione politica e crescente smarrimento etico, che rendono ancora più necessario un linguaggio di responsabilità, dialogo e autentica ricerca della pace; tutti valori, questi, di cui “l’Occidente” sembrava essere il primo testimone e difensore.
Beatissimo Padre,
mentre nella Liturgia del Tempo Pasquale risuona il dono della pace del Risorto, la Santità Vostra affronta un delicato e appassionante viaggio apostolico nel continente africano, per confermare nella fede i fratelli di quelle terre che hanno visto l’alba dell’era cristiana. All’inizio del Viaggio, Ella ha ricordato che «Dio desidera per ogni Nazione la pace: una pace che non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità».
Mentre Vostra Santità, di fronte all’inasprirsi dei conflitti bellici che attualmente interessano quasi un centinaio di Paesi nel Mondo, testimonia la forza del Vangelo con la mitezza di chi sa che «alla fine la giustizia trionferà sempre sull’ingiustizia, così come la violenza, al di là di ogni apparenza, non avrà mai l’ultima parola», e richiama, sin dall’inizio del Suo Pontificato, ad una «pace disarmata e disarmante», esortando tutti i fedeli ad unirsi alla Sua preghiera umile e perseverante, c’è, fra quanti hanno responsabilità politica, chi osa rivolgersi a Vostra Santità con toni ed argomenti del tutto inaccettabili che, con forza, riproviamo e condanniamo.
Santità, Le assicuro il filiale affetto e la devozione di tutto il Popolo Santo di questa antichissima Chiesa di Siracusa che si associa alle Sue intenzioni di preghiera per la pace, riconoscendo che solo con la preghiera al Principe della pace si può infrangere la demoniaca catena del male, ponendo un argine «a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo». Siamo certi che la mite fermezza del Suo Ministero gioverà a edificare il Regno di Dio in quella pace messianica preconizzata dai Profeti e che, nel Crocifisso Risorto, vede il suo mistico compimento.
Possa Maria Santissima, Regina della Pace, che nel 1953 versò le Sue lacrime a Siracusa, unire le Sue lacrime alle nostre, affinché il Suo divin Figlio ci conceda la grazia di una «pace disarmata e disarmante».
Profitto per chiedere a Vostra Santità di benedire me e tutta la Chiesa di Siracusa, confermandomi
della Santità Vostra
dev.mo
+ Francesco Lomanto
✠ Mons. Francesco Lomanto
Arcivescovo

- Nella immagine in evidenza l’arcivescovo Lomanto e il card. Prevost, oggi Papa Leone XIV, in visita nel 2024 al Santuario della Madonna delle Lacrime.
