Già oltre 171.000 le presenze al Teatro Greco, con 32.506 presenze in più rispetto allo scorso anno

La conferenza stampa di presentazione della tragedia di Eschilo “I Persiani” si è tenuta   lunedì 18 maggio all’Ortea Palace di Siracusa. Erano presenti i vertici della Fondazione INDA, il regista catalano Àlex Ollé, tra i fondatori della Fura dels Baus ,  e i principali interpreti del cast.

La tragedia più antica del teatro occidentale, scritta nel 472 a.C., torna   dopo ventitré anni di assenza al Teatro Greco, dove sarà rappresenta dal 13 di giugno al 28 giugno,  con traduzione di Walter Lapini.

Conferenza stampa di presentazione de I Persiani

L’evento ha confermato quanto già trapelato nei mesi scorsi: si tratta di uno degli allestimenti più attesi e ambiziosi della stagione. E’ stata confermata la composizione del cast: Anna Bonaiuto è Atossa, madre di Serse e figura centrale dell’attesa e del presagio; Giuseppe Sartori interpreta il messaggero, snodo decisivo della tragedia; Alessio Boni, al debutto al Teatro Greco di Siracusa, è lo spettro di Dario; Massimo Nicolini è Serse, sovrano travolto dalla catastrofe. A guidare il coro è Marco Maria Casazza, con Simonetta Cartia ed Elena Polic Greco come corifee.   Lo spettacolo porterà per la prima volta Alessio Boni sul palcoscenico del Teatro Greco di Siracusa nel ruolo dello spettro di Dario.  Ollé sceglie il più noto attore cinematografico e televisivo del cast per questo ruolo perché, grazie alla sua presenza scenica magnetica e alla sua profonda maturità attoriale,  restituisca quella solennità ieratica e quel senso di tragica premonizione che il testo richiede.

 

Questa tragedia è ricordata come la celebrazione del  dolore dei vinti: mente i Persiani attendono con ansia notizie del re Serse, arriva un messaggero sconvolto che annuncia la sconfitta nella battaglia di Salamina.  Nella scena centrale, il fantasma di Dario spiega ai cortigiani e alla regina Atossa il perché della sorprendente sconfitta di Salamina. Atossa, madre di Serse e figura centrale dell’attesa e del presagio, e lo stesso Serse sono visti  come figure che incarnano “la volontà di prolungare l’egemonia imperiale oltre i limiti del proprio tempo, in una tensione che   contiene già il seme della rovina”. Dario rappresenta il contraltare, il re saggio, l’incarnazione di una passata grandezza che contrasta drammaticamente con il disastro causato dal figlio Serse, il re sconfitto e l’artefice della rovina, punito dagli dei per aver osato “incatenare” il mare con un ponte di barche sul Bosforo.

 

Nella sua messa in scena, Ollé rompe la tradizionale unità del coro, trasformandolo in una sorta di assemblea contemporanea attraversata da divisioni interne: da un lato i sostenitori del potere, dall’altro le voci critiche. Il regista si affida, sulla scena,  alla forza delle emozioni, amplificate da un grande schermo LED al centro del palco, su cui campeggeranno intensi primi piani dei protagonisti. Il suo sembra un approccio un po’ visionario,  che vuole unire la solennità della tragedia classica a un linguaggio scenico contemporaneo, d’impatto visivo e fortemente emotivo.

Messaggero ( Giuseppe Sartori)_foto michele pantano

Le scene sono di Alfons Flores, i costumi di Lluc Castells, le musiche di Josep Sanou, la collaborazione alla regia di Ramon Simo Vines, il disegno luci di Marco Filibeck, la direzione del coro di Elena Polic Greco e Simonetta Cartia. Uno staff squadra prevalentemente catalano, coerente con la provenienza di Ollé e con l’approccio interdisciplinare di La Fura dels Baus.

Secondo il regista Ollé, la tragedia di Eschilo continua a interrogare la coscienza collettiva anche dopo quasi 2500 anni dalla sua scrittura, perché affronta temi universali e parla direttamente al nostro presente, lacerato da guerre e fragilità dei sistemi politici.

Durante l’evento sono stati forniti dei dati importanti relativi alla presenza del pubblico:  tra biglietti venduti e prenotati, alla data del 15 maggio sono oltre 171.000 le presenze al Teatro Greco, con 32.506 presenze in più rispetto alla stessa data dello scorso anno. La rappresentazione de “I Persiani”, esaurite le repliche di Siracusa, sarà messa in scena  Teatro Grande di Pompei dal 10 al 12 luglio.

 

Immagine in evidenza: Atossa(Anna Bonaiuto), foto Michele Pantano

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