Il ricordo delle 21 Madri costituenti a Lentini

SIRACUSA – Giuseppe Saragat, quinto Presidente della Repubblica (1964-1971), era solito chiudere i suoi discorsi con una breve, efficace e splendida esclamazione: “Viva la Repubblica, viva l’Italia!”. A chi scrive, allora ragazzino, questo modo di dire ma, soprattutto, di fare del Capo dello Stato impressionava per quel senso di enfatico ed aulico allo stesso tempo che quell’espressione pareva avesse. Mezzo secolo avanzato dopo, la memoria l’ha riproposta e, credo sommessamente, che la bellezza di un’esclamazione tanto breve quanto densa di significato -“Viva la Repubblica, viva l’Italia!”- sia d’un sempreverde che il passare degli anni non potrà mai scalfire. Certo, sono tempi nei quali non si sa bene cosa ne vorremmo fare dell’Italia rappresentata dal suo “stellone” ma, per fortuna, “la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale” (art. 139 della Costituzione). “La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organo dello Stato” (ultimo comma della XVIII disposizione transitoria e finale della Costituzione): insomma, forma repubblica e comunità dei cittadini, cioè l’Italia, attraverso l’organo che ci coordina, lo Stato, sono un’unica cosa. Lungi da noi, in questa sede, di fare una trattazione semplificata di diritto costituzionale, ma gli otto decenni di Repubblica che il 2 giugno abbiamo celebrato, in fondo, questo significano e questo vogliono dire. A noi tutti, cioè all’Italia intera. Festa è stata da Villa Opicina a Linosa, così come nella nostra provincia. La festa ufficiale, quella che al Pantheon prima ed alla Marina d’Ortigia poi, ha visto presenti le massime autorità civili e militari, i sindaci, le forze dell’ordine e tanti cittadini per solennizzare l’ottantesimo anniversario della Repubblica (nelle foto, sotto, gli onori alla bandiera, il picchetto delle Forze armate, i sindaci di Siracusa ed Augusta intervenuti assieme ai colleghi degli altri comuni della provincia alla cerimonia).

Non meno suggestiva, anzi degna di grande contenuto e valori, la manifestazione che in serata, a cura dell’amministrazione comunale, si è svolta in piazza Duomo a Lentini. Ai piedi delle lapidi che ricordano il Milite ignoto ed i caduti in guerra, il sindaco Enzo Pupillo ha ricordato la valenza della ricorrenza del 2 giugno: non un evento da affidare al ricordo della storia ma sempre attuale perchè edificativo della nostra democrazia. La neoeletta consigliere comunale Krizia Barbagallo ha introdotto la serata nel corso della quale ventuno donne di tutte le età –insegnanti, medici, pensionate, casalinghe, impiegate, professioniste- hanno letto i profili delle ventuno Madri costituenti elette all’Assemblea dal lavoro della quale è poi nata la nostra carta costituzionale. Accompagnate da altrettante bambine, ciascuna delle quali aveva un palloncino verde, bianco o rosso, hanno letto -al presente ed in prima persona- un breve curriculum delle stesse: democristiane, comuniste, partigiane, semplici madri di famiglia impegnate, del Nord, del Sud, lombarde, piemontesi, siciliane: un crogiolo di vite diversamente vissute, un’unica testimonianza, quella dell’anelito irrinunciabile al trapasso dalla tirannide e dall’orrore della guerra alla democrazia compiuta. Al termine della lettura dei ventuno profili, una studentessa universitaria -Nina Leonzio- ha ricordato la valenza sempre attuale dei valori alla base del voto del 2 giugno 1946 e del cammino che da quel voto il popolo italiano ha intrapreso. Al termine della manifestazione, alla quale hanno partecipato tanti cittadini, il sindaco ha deposto una corona d’alloro ai piedi del monumento ai caduti (al quale sarebbe opportuno rimettere l’epigrafe che aveva ante lavori di rifacimento di piazza Duomo, smontata e non più ricollocata): una bella serata di civismo, di democrazia, di festa partecipata di popolo!

Piccola curiosità: tra le Madri costituenti, c’era anche la catanese Maria Nicotra, infermiera volontaria e dirigente cattolica, poi eletta, due anni dopo alla Camera dei deputati. Nel 1975 è stata a prima donna a presiedere una società calcista professionistica in Italia, assumendo la guida del Siracusa calcio. Nata il 6 luglio 1913, è morta il 15 luglio 2007.

 

 

Condividi: