Marco Tarascio, nato a Siracusa il 7 marzo del 1970, sta per compiere cinquant’anni. Ordinato sacerdote il diciannove marzo del 1999 dall’arcivescovo Giuseppe Costanzo, nella Chiesa siracusana rappresenta da diversi anni un dinamico “personaggio”. Con numerosi operatori e volontari, da direttore anima i vari servizi della Caritas diocesana presieduta dall’Arcivescovo. Padre Tarascio dal marzo del 2017 guida una struttura ben collaudata e presente nel Territorio con quotidiani impegni di attività.

Don Marco dal 28 settembre del 2013 è pure parroco di san Metodio, nel nuovo quartiere di frontiera dell’Akradina, nella zona nord di Siracusa, dove fino al 2006 mancava la chiesa e la Messa inizialmente è stata celebrata per anni in un vagone donato dalle Ferrovie dello Stato. Oggi la sua nuova chiesa parrocchiale è una bella realtà in pietra con Parola e opere vicine al popolo di Dio, specialmente là dove sicurezza e occupazione restano ancora indietro in critici contesti sociali.

Proprio a san Metodio batte il generoso cuore della capillare organizzazione che realizza gli obiettivi dei progetti della Caritas diocesana, tra centinaia di famiglie con gravissime difficoltà: per molte persone periodicamente mancano pure i beni di primaria necessità. Le croniche emergenze registrate dai centri diocesani di ascolto riguardano il reddito, la scuola, l’occupazione, la famiglia, l’abitazione, la salute, le relazioni e le dipendenze.

Per queste emergenze la Chiesa siracusana attualizza concretamente la solidarietà umana e sociale coinvolgendo Enti locali, benefattori e pure aziende locali in grado di donare beni o servizi. La Caritas opera pure nel settore della formazione culturale permanente, nella convinzione della interdipendenza tra cultura e società, tra due realtà fortemente intrecciate anche se non coincidenti.

Spesso, infatti, sono le trasformazioni culturali ad anticipare quelle sociali, animando dinamiche virtuose che stimolano il dibattito sui fondamentali temi della Vita. Nell’ambito culturale emergono, in particolare, le questioni della libertà, della dignità umana, della morale e della religione. Nella Diocesi siracusana, quindi, costituiscono obiettivi fondamentali della Caritas pure i successi formativi e i contrasti alle dispersioni scolastiche.

I centri di ascolto e gli sportelli

Numerosi i centri di ascolto e gli sportelli della Caritas a Siracusa. Ecco un sintetico elenco: 1) il centro di ascolto diocesano, presso la sede operativa “Casa Caritas” di via Rivera Dionisio il Grande; 2) lo sportello lavoro “Labor ergo sum”, presso la sede operativa  del ronco Capobianco; 3) lo sportello per disagio abitativo “Housing First”, presso la sede operativa del ronco Capobianco; 4) lo sportello immigrazione, presso la sede operativa del ronco Capobianco; 5) lo sportello di consulenza ed orientamento al cittadino con il patronato Epas, presso  la sede operativa “Casa Caritas” di via Riviera Dionisio il Grande; 6) lo sportello d’ascolto Centro Aiuto alla Vita-Cav (per ragazze madri e donne in difficoltà), presso la sede operativa “Casa Caritas” di via Riviera Dionisio il Grande; 7) l’emporio della solidarietà, presso la sede operativa “Casa Caritas” di via Riviera Dionisio il Grande.

I progetti e la casa di accoglienza

Numerosi pure i progetti attivi: “Labor ergo sum”, “Immigration Stand-up”, “Un tetto per tutti”, “Stand-up for integration (Fondazione Val di Noto), “Impariamo lavorando” (Fondazione Val di Noto). Tanti i progetti positivamente realizzati: “Rifondiamoci”, “Housing First fio PSD”, “Il bazar della solidarietà”, “Ci interessiamo a te”, “Immigration start-up”, “Un soffio di libertà”, “Non è mai troppo tardi”. Di particolare rilievo quelli realizzati tramite protocolli di intese con Enti pubblici per il contrasto alle emergenze abitative e per gli interventi a sostegno delle fasce deboli, per persone senza fissa dimora e in condizioni di emergenza abitativa. Da cinque anni, infine, a Siracusa presso la sede della Caritas di via Riviera Dionisio il Grande, opera la “Casa di accoglienza” per i senza fissa dimora, in collaborazione con la Pastorale sociale e del lavoro e la Pastorale per i giovani (“Progetto Policoro”).

Insomma il lavoro “a tempo indeterminato” non manca proprio a don Marco Tarascio, e per questo “Cammino” lo propone ai lettori come “volto” positivo del nostro territorio, difficile ma pure generoso.

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