Una lettera firmata da 100 titolari di pubblici esercizi di Siracusa, Avola, Noto, Cassibile, Rosolini, Pachino, Portopalo C.P., Marzamemi, Palazzolo Acreide, Floridia, Aci Castello, Catania. Una lettera aperta, arrabbiata e dai toni, in alcuni punti, forse eccessivi, indirizzata al Premier Conte che manifestava tutto il disagio e la sofferenza del settore. Ieri un flash-mob “Risorgiamo Italia” ha attraversato la Sicilia da Siracusa a Marsala, passando per Palermo e Trapani: i pubblici esercizi hanno apparecchiato un tavolo, acceso le insegne e, stamattina, simbolicamente, riconsegnano le chiavi dei loro locali ai Sindaci. Un modo per richiamare l’attenzione del Governo sulle loro estreme difficoltà.

In effetti, il comparto, che comprende strutture ricettive, ristorazione, bar, pasticcerie, gastronomie, catering, è stato messo in ginocchio dalle restrizioni del lockdown e per riaprire dovrà affrontare nuovi costi per adeguare le strutture alle prescrizioni volte al contenimento dei contagi. Insomma mancati incassi, costi da affrontare, minori introiti alla riapertura. Uno scenario drammatico.

Accanto alla protesta c’è spazio per la proposta: abbiamo già raccontato dell’iniziativa del prefetto Sicilia Accademia italiana gastronomia e gastrosofia, Anna Martano, che ha inviato una pec al premier Conte chiedendo contributi a fondo perduto per il settore; si aggiunge il Presidente di Ristoworld Italia, Marcello Proietto Di Silvestro che ha elaborato un documento in 5 punti chiedendo fidi trentennali a tasso zero con garanzia dello Stato, sospensione dei mutui, stop a imposte e utenze, Cigs per tutto il 2020 e supporto agli stagionali che non hanno accesso agli ammortizzatori sociali. A questo si aggiunge l’iniziativa di un cartello di sodalizi di settore, Cifa Unione pizzaioli italiani, Associazione discepoli di Escoffier, Ristoworld Italia, International Maitre association hotel restaurant, Movimento operatori Ho.Re.Ca. (Hostellerie, Restaurant, Cafè) Modica e Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia, che hanno sottoscritto insieme una lettera aperta al Presidente Musumeci chiedendo un’audizione per partecipare direttamente al processo di elaborazione dei provvedimenti da adottare in funzione della riapertura al momento prevista per il 1° Giugno.

Il comparto, tra diretto e indotto, coinvolge, in Sicilia, un grande numero di imprese e tante lavoratrici e lavoratori e, pur nella necessità di assicurare la tutela della salute pubblica, occorre trovare soluzioni specifiche per evitare un tracollo sociale, economico ed occupazionale.

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