Ciao Maestro!
“Ho sposato una siciliana il che mi ha permesso di conoscere da vicino la sicilianita’. Ma è stato grazie a Tornatore che ho avuto la conferma delle mie sensazioni su questa terra che è bella anche per le sue contraddizioni oltre che per la sua umanità “. Ci ha salutato l’uomo che dialogava con le immagini, l’uomo a cui bastava raccontare, cosi diceva il suo compagno di classe Sergio Leone, qualche piccolo spunto di un film e già la colonna sonora era pronta, perché era divorato dal sacro fuoco della musica. All’età di 91 anni il Maestro dei maestri, le cui musiche sono state e saranno le colonne sonore di intere generazioni di cinefili e non, in linea con la sua vita e il suo stile, lascia questa terra ferita, in punta di piedi e con la massima discrezione, quasi senza voler “disturbare” l’Italia e il mondo in uno dei momenti più difficili e drammatici dal dopoguerra a oggi. Ennio Morricone nasce a Roma il 10 novembre del 1928, inizia i suoi studi presso il conservatorio di Santa Cecilia dove consegue il diploma in tromba. A partire dal 1946 compone più di 100 brani classici, ma quello che fa di lui un’icona mondiale sono state le musiche prodotte per i western all’italiana di Leone, Corbucci e Tessari. ..a proposito di western all’italiana. “A chi mi chiede di parlare dei “western all’italiana” io rispondo – tiene a far sapere Morricone – che parleremo un’altra volta. Odio quel termine riduttivo e provinciale.” Un signore che però non le mandava a dire. A partire dagli anni settanta si impone anche a Hollywood dove lavora con i registi più affermati da John Carpenter a Mike Nichols da Brian De Palma a Oliver Stone, tanto per citarne alcuni, mietendo successi su successi. Fino ad arrivare a Quentin Tarantino, suo grande adoratore da quando ancora ragazzino lavorando in una piccola videoteca di Los Angeles si cibava di western. Ed è proprio un film di Quentin del 2016 Heatful eight che gli regala il premio oscar che fa il bis con quello alla carriera, ottenuto il 25 febbraio del 2007: a consegnarlo fu proprio Clint Eastwood, lo straniero senza nome della trilogia del dollaro. Per la cronaca, oltre ai due oscar Morricone ha portato a casa nel corso della sua carriera 3 grammy, 4 golden globe, 10 david di Donatello, 11 nastri d’argento e un Leone d’oro alla carriera. Carriera che ha avuto il suo apice il 26 febbraio del 2016 quando gli è stata attribuita la stella 2574 nella celebre Hollywood Walk of Fame.
Tutto questo non deve far dimenticare l’enorme peso del Maestro anche per quanto riguarda il suo ruolo di arrangiatore musicale della celebre RCA che grazie alla sua collaborazione ha formato e fatto crescere il sound italiano, confezionando anche in questo campo capolavori su capolavori come Sapore di sale, Se telefonando e i più grandi successi di Edoardo Vianello e ancora In ginocchio da te, anche a livello internazionale con Joan Baez. Ecco chi era Ennio Morricone per noi il Maestro. Tutte le sue colonne sonore sono da ricordare, stilare una classifica è praticamente impossibile soprattutto per noi malati di cinema, perché ognuno ha quella del cuore. Al sottoscritto piace citarne due perché ho scoperto solo dopo che erano sue: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri e La cosa di John Carpenter; uno dei miei film della vita, del1982, e purtroppo oggi di grande attualità. Con Morricone se ne va un pezzo di storia italiana, bellissimo e struggente il necrologio scritto da solo e in prima persona dove saluta la moglie e tutta la famiglia e non poteva mancare un saluto a Peppuccio Tornatore che insieme alla moglie lo hanno fatto sentire un po’ siciliano. Ciao Maestro.
[Testo pubblicato nell’edizione tipografica di Cammino, venerdì 10 luglio 2020]
