La variante Omicron si sta diffondendo a un ritmo senza precedenti e il  rapido contagio spinge  don Giuseppe Mazzotta,  parroco della chiesa di San Giuseppe  Innografo di Augusta, a dar voce alle sue preoccupazioni sulla necessità di rafforzare i controlli durante le celebrazioni religiose. L’esigenza è che le norme di sicurezza anti-covid già esistenti, in relazione alla distanza tra i fedeli,  alla capienza in Chiesa e altro ancora … vengano rispettate. Norme che a detta dello stesso parroco sono spesso disattese per  l’indisciplina manifestata da  persone poco incline al rispetto delle regole e incuranti dell’importanza che riveste la tutela della salute personale e della collettività .

Norme contenute  nel Protocollo di Intesa siglato dall’allora presidente del consiglio Giuseppe Conte, dal Presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI) Gualtiero Bassetti e dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese;  protocollo approvato dal Comitato Tecnico-Scientifico ed entrato in vigore il 18 maggio 2020. Tra le misure di prevenzione per quanto attiene le Chiese e i luoghi di culto per lo svolgimento delle funzioni religiose ci sono quelle relative al  rispetto del distanziamento sociale, l’obbligo di indossare mascherine, di curare l’igiene delle mani con apposito liquido igienizzante messo a disposizione all’ingresso del luogo di culto.

Non mancano i divieti di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea pari o superiore ai 37,5°C o sia stato a  contatto nei giorni precedenti con persone positive al coronavirus, il controllo però è affidato alla collaborazione dei volontari preposti che muniti di guanti e mascherine  e segno di riconoscimento vigilano sull’afflusso dei fedeli e sul rispetto del numero, ma non è previsto nessun controllo della temperatura né obbligo di mostrare il green pass ad alcuno .

“Non sono contro il Green Pass – sostiene il parroco – ma per il rispetto delle regole e i dati dimostrano che  il distanziamento  e l’ottemperanza delle norme di sicurezza sono fondamentali per la tutela della salute. Non va dimenticato che i locali della parrocchia di San Giuseppe Innografo, al Monte, sono stati il primo “hub” vaccinale della città per la somministrazione del vaccino  Astrazeneca “.

E’ importante per il bene comune contribuire  a preservare l’incolumità e la salute della comunità per evitare la diffusione del contagio e per garantire una maggiore “serenità” durante lo svolgimento delle funzioni religiose.

Credito immagine in evidenza: dalla rete.

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