L’anniversario che il Cammino ricorda in queste settimane è già testimonianza visibile del suo radicamento nel territorio della Chiesa siracusana.
Per una testata diocesana il territorio non è mai solamente un luogo geografico ma è prima di tutto il luogo teologico in cui la Chiesa è chiamata ogni giorno a vivere la missione che le è stata affidata. Una missione la cui cornice i Padri del Vaticano II così bene ci hanno ricordato nell’incipit della Costituzione Pastorale “Gaudium et Spes”: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di cristo e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”.
In questa missione, il Cammino – grazie all’intelligenza profetica dei suoi direttori – ha sempre saputo rispondere alle attese dei propri lettori e della propria Chiesa. Una risposta venuta ieri con l’edizione cartacea ed oggi con una presenza sapiente nel mondo del web realizzata “consumando la suola delle scarpe” (come anche recentemente ci ha sollecitato papa Francesco) per vivere un giornalismo di prossimità capace di essere coscienza della società civile e del mondo ecclesiale.
Mi pare, poi, sia particolarmente significativo il fatto che la redazione del Cammino abbia saputo essere scuola di formazione e di vita per tanti giovani, molti dei quali hanno cominciato qui ad apprendere quelle competenze che li permettono ora di essere apprezzati professionisti dell’informazione in testate regionali e nazionali.
Buon cammino, allora al Cammino con l’augurio, a nome mio e di tutta la Fisc, di proseguire “con la schiena diritta” nella propria diakonia informativa.
Mauro Ungaro
Presidente Fisc
