San Luigi Palazzolo fest – famiglie in festa” è il titolo dell’evento tenutosi lo scorso 13 maggio nell’Istituto I.E.A. Ing. Manzitto Suore delle Poverelle SS. Innocenti, che ha trasformato per un giorno la struttura di Lentini in una fucina di spettacoli, laboratori creativi, giochi, divertimento e solidarietà.

Un evento benefico nato «per cercare di avvicinare sempre di più il territorio alla nostra realtà, per offrire un punto di riferimento stabile, un appoggio a tutti coloro che vogliono fare famiglia e casa con noi», queste le parole del dirigente scolastico Maria Giovanna Ingegnoso, che insieme a suor Elisabetta Platì, suora delle Poverelle, coordina la struttura.

La giornata, patrocinata dal comune di Lentini, è stata organizzata assieme al comitato dei genitori, con la collaborazione di molte associazioni e comitati attivi nel territorio di Lentini e Carlentini, tra le quali l’Unitalsi, i gruppi Scout Agesci 2 e 3 di Lentini, la Pro loco di Lentini, l’ANPS e Radio Una Voce Vicina, media partner dell’evento.

La collaborazione piena di tutto il territorio per la riuscita di un evento che ha dato spazio a tutti, grandi e piccini, concedendo un momento di “stacco” dalla quotidianità e la possibilità di dedicarsi ad attività ricreative.

Per l’evento sono stati inibiti al traffico Via del museo e Largo Quintino Sella, per dare la possibilità ai ristoratori locali e agli artigiani del territorio di poter esibire e presentare le loro creazioni.

La giornata , che ha avuto inizio con la benedizione delle famiglie di padre Marco Scolla, ha accolto bambini e adolescenti in attività come il laboratorio di ceramica con il tornio, l’estemporanea di pittura e la gessata in collaborazione con gli studenti ed i professori del IV Istituto Superiore P.L. Nervi. Il tiro alla fune, un torneo di calcio, il gioco dell’oca con pedine umane, la gincana con le bici a Largo Quintino Sella, la pesca di beneficenza realizzata dall’istituto e i gonfiabili sono stati solo alcuni dei giochi in cui i partecipanti sono stati coinvolti.

Verso sera, la struttura si è trasformata in un vero palco scenico cittadino che ha dato spazio alle esibizioni di diverse scuole di danza del territorio, band musicali emergenti ed esternazioni di emozioni e pensieri dei cittadini più piccoli. A chiudere l’evento, infine, il DJ set di Giuseppe Censabella.

L’evento presentato da Emanuela Ruma, voce di Radio Una Voce Vicina, ha visto anche la premiazione di un concorso progettato ad inizio anno grazie ad un gemellaggio realizzato con l’Istituto Suore delle Poverelle di Bergamo, la cui comunità di donne vittime di violenza ha realizzato delle sacche in tessuto che i bambini dell’istituto lentinese hanno decorato con un disegno.

«Anima di tutto questo sono stati i genitori, in particolare le mamme. Alcune mamme che hanno 2-3 bambini e sono molto impegnate con loro figli, hanno trovato il tempo, l’iniziativa e la fantasia per dedicarsi alla realizzazione di questa giornata. Sono state instancabili e hanno mosso tutte le associazioni alla partecipazione. I genitori sono contenti ma anche noi, come istituto, lo siamo,  perché il nostro obiettivo era far incontrare le famiglie e renderle protagoniste

Queste le parole di suora Elisabetta Platì, suora delle Poverelle, comunità attiva a Lentini da 73 anni.

L’ordine fu fondato a Bergamo dal beato don Luigi Palazzolo nel maggio del 1869, il quale, ordinato sacerdote a 23 anni si dedicò subito alla cura degli oratori per i fanciulli. Don Palazzolo non si preoccupava solo di intrattenere e educare i fanciulli ai precetti cristiani, ma anche dei loro bisogni materiali, provvedendo come meglio poteva. Nel suo oratorio venivano soprattutto bambini bisognosi, che egli accoglieva amorevolmente. Ben presto, accanto all’oratorio, don Palazzolo aprì una scuola serale, dove s’insegnava di tutto: dal catechismo alla storia. Don Luigi, però, sentiva la necessità di dare anche una casa ai suoi ragazzi, per tale scopo si avvalse della collaborazione di suor Teresa Gabrielli, che, coadiuvata da altre due suore, si prese cura della casa e dell’oratorio. Nacque così l’ordine delle Poverelle, che ben presto crebbe e si diffuse. L’ingegnere Giuseppe Manzitto, lentinese di nascita ma lombardo d’adozione, affascinato dall’opera di don Luigi Palazzolo, desiderava che anche nella sua città natale sorgesse una casa delle Suore delle Poverelle. Fattosi donare un terreno dal comune, si adoperò per la costruzione dell’edificio e il 31 maggio del 1949 fu posta la prima pietra dell’istituto. Le prime suore giunsero a Lentini il 6 luglio del 1951, e pur avendo qualche difficoltà per comprendere il locale dialetto, si misero subito all’opera.

«Dopo un magnifico viaggio di 27 ore, all’alba del 6 luglio 1951, si traghettava lo stretto di Messina ammirandone l’incantevole panorama. Ancora quattro ore di treno costeggiando il mare e valicando i monti e poi l’arrivo alla nostra cittadina di Lentini per dare inizio alle opere da svolgere all’orfanotrofio “Ing. G.Manzitto.» Iniziò così, con il racconto della madre superiora dell’epoca, l’avventura a Lentini delle Suore delle Poverelle.

Il 23 luglio iniziarono un laboratorio e un doposcuola, frequentato da circa 200 bambine. Il 26 ottobre del 1951 la salma dell’ingegnere Manzitto, da poco deceduto, fu tumulata a Lentini e l’indomani l’orfanotrofio a lui intitolato fu ufficialmente inaugurato. Aprì la scuola materna, con circa 100 bambini e, qualche giorno dopo, fu ospitato il primo orfano, Pietruzzo.

Nel marzo del 1952 fu inaugurato il refettorio materno e l’asilo nido e, ad ottobre, la scuola elementare. Da quel momento l’opera delle Suore di don Luigi Palazzolo continua alacremente e senza sosta fino ad oggi.

Nel giro degli ultimi 10 anni la comunità si è trasformata: dall’accoglienza dei bambini al nido alla scuola dell’infanzia, alle comunità di accoglienza per minori, e infine, anche alla scuola primaria. Tra bambini del nido, infanzia e primaria l’istituto conta circa 200 alunni.

Suora Elisabetta Platì e la direttrice Maria Giovanna Ingegnoso sono collaborate da un gruppo di insegnanti ed educatori, circa 17 in tutto.

Così risponde suora Elisabetta Platì alla nostra domanda su quale sia l’importanza della cooperazione tra famiglia e scuola.

«Per noi è fondamentale. L’obiettivo è quello di avere gli organi collegiali: le famiglie danno il loro apporto e al contempo si viene a creare tutta quella rete di relazioni, simpatia, collaborazione e appoggio. Aiutiamo alcune realtà che hanno bisogno, non perché abbiamo tanti mezzi, ma grazie alla sensibilizzazione delle famiglie che ci aiutano ad aiutare.

La nostra è una scuola privata quindi ogni bambino paga una retta ma ci sono dei bambini che vivono la scuola in maniera gratuita o pagano solo una quota simbolica, perché la solidarietà riesce sempre a diventare provvidenza.»

«Un gesto di solidarietà è spesso una goccia nel mare. Ma a forza di versare gocce, il mare si può anche riempire.» (A. Jolie)

 

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