37 opere concorrenti di 23 diverse case editrici
Si è conclusa ieri, 9 settembre, nella bella cornice del teatro di Ortigia gremito fino alla massima capienza, con la premiazione del libro “Dove non mi hai portata” di Maria Grazia Calandrone, la ventiduesima edizione del Premio Vittorini.

La scrittrice, cui sono andati i tremila euro del primo premio, è stata premiata dall’assessore alla Cultura Fabio Granata, che ha consegnato i premi insieme al presidente di Confindustria Siracusa Gian Piero Reale e al vicepresidente dell’associazione Vittorini Quasimodo, Vittorio Muscia. Nel corso della serata è stato consegnato il premio per l’editoria indipendente, intitolato ad Arnaldo Lombardi, all’editrice Alina Catrinoiu per la cassa editrice “Le Fate” di Ragusa. Una menzione speciale è stata assegnata alla siracusana d’adozione Veronica Tomassini (assente per un concomitante evento a Roma), per il volume “L’inganno”, pubblicato da “La nave di Teseo”.

La serata finale, presentata da Sebastiano Barisoni, vicedirettore del Sole 24 Ore, concludeva il ciclo delle manifestazioni denominate “Settimana Vittoriniana” ed è sta preceduta da tre distinti appuntamenti: mercoledì 6 settembre, presso la Biblioteca Museo “Elio Vittorini”, in via Roma n. 31, si è tenuto il talk show “Conversazione in… Ortigia – Vittorini e il ruolo dell’intellettuale”; Giovedì 7, presso l’Urban Center si è tenuto il processo a Vittorini, uscito assolto dall’attento e partecipe pubblico presente, sul tema “Vittorini tra fascismo e resistenza”, con Edoardo Esposito, Domenica Perrone, Pucci Piccione e Anselmo Madeddu. Venerd’ 8 settembre sono stati presentati i tre autori selezionati per la finale, che insieme a Veronica Tomassini, sono stati intrattenuti da intervistatori di rilievo: Elvira Seminara per Maria Grazia Calandrone, parlando del suo libro che ricostruisce le sue origini attraverso la storia della madre,ed evidenziando che certi abbandoni a volte sono gesti di amore estremo verso i figli; Monica Cartia per Giuseppe Lupo e il suo libro “Tabacco Clan”, storia generazionale che racconta la storia di ragazzi italiani dagli anni ‘80 alla Pandemia; Edda Cancelliere per Matteo Nucci, il cui libro “Sono difficili le cose belle” narra la storia di un viaggio che si sviluppa attraverso i luoghi dell’anima, e in ultimo Giuseppe Costa, che ha intervistato Veronica Tomassini. Nel corso della serata finale , l’Amministrazione comunale ha consegnato all’ing. Frank Samaraweera, che vive da trent’anni nella città di Siracusa, un diploma di “Cittadinanza attiva” per il suo impegno in una volontaria azione di raccolta dei rifiuti e di sensibilizzazione dei cittadini a tenere la città pulita.
Gli organizzatori del Premio si augurano che il rinnovato interesse riscontrato quest’anno, con la partecipazione di 37 opere concorrenti di 23 diverse case editrici, possa ricondurre il Premio Vittorini al livello nazionale d’eccellenza cui era assurto negli anni del suo massimo splendore. La via verso questo risultato ci sembra sia stata splendidamente tracciata.
