Seleziona Pagina

ALGORETICA VS. ALGOCRAZIA NELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

ALGORETICA VS. ALGOCRAZIA NELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

UNA NUOVA SFIDA  ANCHE PER LA CHIESA DEL TERZO MILLENNIO*

Papa Francesco parteciperà alla riunione del G7 guidato dall’Italia  dal 13 al 15 giugno prossimo a Borgo Egnazia, in Puglia. Il Pontefice interverrà, in particolare, nella sessione dedicata all’intelligenza artificiale aperta ai Paesi non membri.

Si tratta della prima volta  di un Pontefice ad un meeting del G7, ma l’invito non è casuale in quanto il Santo Padre già da anni, con l’ausilio di esperti religiosi e laici, studia e approfondisce le tematiche legate all’etica nei processi tecnologici e nell’intelligenza artificiale. Temi che pongono sfide sempre crescenti  alla Dottrina della Chiesa oltre che al futuro stesso dell’umanità.

Fra gli esperti che sono stati chiamati dal Papa ad occuparsi della questione, all’interno degli organismi vaticani che studiano la materia, sempre più importante è il ruolo svolto dal francescano fra. Paolo Benanti, docente  alla Pontificia Università Gregoriana e presso l’Università di Seattle . Oltre ai corsi istituzionali di morale sessuale e bioetica, il prof. Benanti si occupa di neuroetica, etica delle tecnologie, intelligenza artificiale. Benanti è anche l’unico italiano membro del Comitato sull’intelligenza artificiale delle Nazioni Unite.

Fra Paolo, in tempi non sospetti, nel 2018 per la casa editrice “Luca Sossella editore”,  aveva pubblicato un saggio, intitolato “ Tra Algoretica ed Algocrazia”,  dedicato alla riflessione etica intorno alla materia  degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale, anticipando con lungimiranza di alcuni anni l’attuale e sempre più serrato dibattito culturale ed etico sulle sfide, le opportunità ed i pericoli che tale sviluppo “esponenziale” sta ponendo.

Anzitutto il prof. Benanti, nel suo volume, accende un faro su questi due neo-logismi, peraltro già certificati ed introdotti dall’Accademia della Crusca nella lingua Italiana:

  • Algoretica: Parola formata da algor, abbreviazione di algoritmo (‘insieme di regole per la risoluzione di un calcolo numerico’ e per estensione ‘metodo o procedimento matematico per la risoluzione di un problema’) e etica (‘complesso delle norme morali e di comportamento pubblico e privato proprie di un individuo o di un gruppo’)
  • Algocrazia  Forma di società basata sul dominio degli algoritmi.  Con il termine algocrazia viene descritto un ambiente digitale di rete in cui il potere viene esercitato in modo sempre più profondo dagli algoritmi, cioè i programmi informatici che sono alla base delle piattaforme mediatiche, i quali rendono possibili alcune forme di interazione e di organizzazione e ne ostacolano altre”.

Ovviamente nella contrapposizione tra i due termini si intuisce la necessità dell’impegno per l’affermazione del primo, che esprime quel contenuto etico indispensabile per il buon governo dei velocissimi processi di innovazione che la tecnologia sta percorrendo.

Il testo è suddiviso in 5 brevi sezioni:

  1. Introduzione
    2. Scenari
    3. Prodigi tecnologici o divinazioni?
    4. Pensare filosoficamente
    5. Aperture

Forse– scrive l’Autore- “ la verità più straordinaria dell’età moderna è che certi tipi di tecnologia avanzano non in modo lineare ma su curve esponenziali, nel senso che ogni anno vede più innovazioni rispetto a tutti gli anni precedenti messi insieme!”

È plausibile – evidenzia l’Autore – che la prossima generazione di uomini si ritrovi a esercitare un potere su tutti gli aspetti della vita molto più grandi di quelli finora toccati dall’uomo. Il modo in cui gestiremo tale potere è solo immaginabile. (…) Lo scopo di queste brevi riflessioni è quello di aprire alcune piste che permettano di elaborare un pensiero capace di sostenere e orientare la futura  complessità“.

In una recente intervista ai media vaticani, Benanti, raccontando del suo incarico all’Onu, spiegava che, tra i compiti del suo ruolo, c’è quello di “valutare i rischi, non solo per le ineguaglianze che possono aumentare, ma perché specialmente nelle ultime forme di Intelligenza Artificiale”, come con la ChatGpt  – “abbiamo una macchina che è capace di “narrare”, capace di raccontare storie che possono contribuire a formare l’opinione pubblica”.

 Questa “macchina” può dunque essere utilizzata per scopi che non sono esattamente positivi, come quelli di aumentare l’odio sociale , creare nemici laddove non esistono ed influenzare  tanto l’opinione pubblica: tutte cose  da guardare con molta attenzione.

Benanti sottolineava, poi, il ruolo della Chiesa nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale: “La Chiesa si pone come “esperta in umanità”, come un’istituzione  presente ovunque capace di abbracciare la vita dell’uomo di oggi in tutte le sue grandi aspirazioni, i suoi sogni, ma anche in quelle che sono le sue fragilità e paure, per offrire un’autorevole riflessione al mondo intero”.

Questa grande attenzione da parte della Chiesa alla I.A. avviene in un momento in cui il Santo Padre ha voluto dare grande rilevanza ad alcuni temi globali, come la cura della Casa comune (Enciclica Laudato Sii) e la fraternità (Enciclica Fratelli Tutti). Obiettivo della Chiesa è, in definitiva,   dare un contributo di “umanizzazione” anche dell’Intelligenza Artificiale, per la trasformazione del progresso tecnologico in autentico sviluppo umano, di cui c’è tanto bisogno oggi.

(*) Pubblicato nell’edizione tipografica di Cammino, 17 maggio 2024

Condividi: