Apriamo i film di Natale con un piccolo capolavoro degli anni ’80, mai abbastanza celebrato.
Unicum della filmografia di Pupi Avati, e forse del nostro cinema, Regalo di Natale è scritto, prodotto e diretto da Pupi insieme al fratello Antonio. I protagonisti sono cinque personaggi accomunati da un unico denominatore: la solitudine. Si danno appuntamento la vigilia di Natale in una villa per una partita a poker. Franco, Ugo, Lele, Stefano e l’avvocato Santamaria – il personaggio più inquietante e allo stesso tempo più affascinante – sono al centro di un piano: spennare proprio l’avvocato, che però si rivelerà un osso duro, in tutti i sensi.
Avati si avvale della consulenza di Giovanni Brizzi, famoso biscazziere, per descrivere in modo veritiero le dinamiche del gioco e la psicologia dei personaggi. L’atmosfera natalizia, invece di addolcire i toni, li inasprisce. Tutti hanno alle spalle un vissuto che ha segnato il loro carattere, in particolare Franco e Ugo, ex amici divisi da una donna. Pian piano, tra una mano e l’altra, il passato torna a galla: tradimenti, sogni rimasti tali, illusioni. Avati arricchisce il tutto con dialoghi potenti, affrontando i temi dell’amicizia e del tradimento in un quadro malinconico, figlio dell’Italia di fine anni ’80, che iniziava a perdere fiducia nel futuro. La partita a poker assume così i contorni di un giallo dei sentimenti.
Un film che sin da subito cattura lo spettatore e non lo lascia più, fino all’ultimo fotogramma. Il finale, coraggioso e incisivo, è un vero marchio di fabbrica di Avati. Il pubblico premiò la pellicola con ottimi incassi, rilanciando la carriera di Diego Abatantuono in chiave drammatica, mentre Carlo Delle Piane vinse la Coppa Volpi come miglior attore alla Mostra di Venezia. Straordinari anche Alessandro Haber, George Eastman e l’immancabile attore avatiano Gianni Cavina.
Pupi Avati, classe 1938, regista e scrittore ancora in attività, è una figura di spicco della nostra cultura. Nel suo percorso ormai cinquantenario, ci ha regalato perle come La casa dalle finestre che ridono, Zeder, Una gita scolastica. Spero che, recuperando Regalo di Natale, possiate scoprire il talento di un regista spesso snobbato, ma che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la provincia italiana, scrivendo pagine indimenticabili di storia del nostro cinema.
Buona visione!
